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Sassuolo, allora è un vizio Un’altra beffa oltre il 90’

dall’inviato Stefano Aravecchia
Sassuolo, allora è un vizio Un’altra beffa oltre il 90’

Neroverdi avanti per tre volte ma la vittoria sfuma per un rigore evitabile

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GENOVA. Roba da pazzi. Il Sassuolo subisce il gol del 3-3 al 92’ su rigore nato da una rimessa laterale, rinvia il salto di qualità e allunga l’impressionante collezione di occasioni sprecate. Ora sono 7 i punti gettati via dai neroverdi oltre il 90’ nelle ultime sei partite, se non è record mondiale poco ci manca. La gara di Marassi entra di diritto nella galleria dei rimpianti di un Sassuolo che se ne esce tra gli applausi ma senza quella vittoria che avrebbe strameritato per gioco ed occasioni create, specialmente nel primo tempo. Stavolta l’ennesima beffa nei minuti di recupero si è materializzata per un rigore regalato da Magnanelli (spinta su Kucka) quando al fischio finale mancavano 60 secondi. Un’ingenuità pagata a caro prezzo da un Sassuolo che deve imparare a chiudere le partite e ad essere più smaliziato nel gestirle. Non è possibile andare in vantaggio per tre volte e farsi raggiungere così da un Genoa dal cuore enorme ma apparso inferiore ai neroverdi. Questa serie di beffe stanno costando troppo sotto il profilo della classifica e rischiano di diventare una sindrome: invece di stare in zona Champions a quota 32, il Sassuolo naviga a metà classifica con 25 punti e un fardello di recriminazioni che si sta facendo troppo pesante.

Gol e spettacolo

Genoa e Sassuolo sono squadre dalla mentalità identica. Gasperini e Di Francesco predicano un calcio offensivo e le loro squadre lo mettono in pratica sul serio, senza tatticismi. Ne viene fuori un primo tempo splendido, appagante per chi ama il calcio. Al fischio d’inizio le squadre si aggrediscono a vicenda, il Sassuolo che potrebbe subito passare in vantaggio se Sansone non s’impappinasse a tu per tu con Perin. Neroverdi ancora pericolosi con un’inzuccata di Brighi (bravo Perin), preludio all’episodio che sblocca il match: Lestienne stende Berardi in area, l’arbitro Giacomelli lascia correre ma il giudice di linea Tagliavento lo fa tornare sulla sua decisione. E’ rigore che Berardi realizza nonostante Perin intuisca l’angolo e tocchi la palla. Il Genoa si butta rabbiosamente in avanti ma il Sassuolo, di rimessa, si divora il raddoppio: Zaza esplode un gran mancino che viene respinto da Perin, Berardi piomba sul pallone e libera un destro a botta sicura, ma viene murato da Roncaglia. Al primo tiro nello specchio della porta Genoa raddrizza il match: Lestienne trova Falque che scappa alle spalle di Longhi e brucia Consigli con un mancino chirurgico. Marassi diventa un bolgia infernale e la gara prosegue su ritmi elevatissimi, con continui rovesciamenti di fronte. All’intervallo l’1-1 non rispecchia i reali valori in campo col Sassuolo poco concreto rispetto a gioco e occasioni create.

Illusione neroverde

Ad inizio ripresa riprendono i fuochi artificiali. Berardi batte un angolo, Perin va a vuoto, la palla rimbalza su Rincón e finisce tra i piedi di Missiroli che deposita in rete. Ma anche stavolta il Sassuolo non riesce a proteggere il vantaggio e dopo 4’ il Genoa riacciuffa il pari: Sturaro recupera palla, Lestienne scappa via e mette in mezzo per Fetfatzidis che sfugge a Terranova, salta Consigli e deposita in rete. Le due squadre vogliono vincere e continuano a darsi battaglia, senza esclusione di colpi. Il Genoa ha più energia in corpo, pressa altissimo e la difesa neroverde, in emergenza per le tante assenze, inizia a ballare. Lestienne scatta sul filo del fuorigioco, controlla e mette in mezzo per Fetfatzidis che in scivolata spara alle stelle. Ancora l’indemoniato Lestienne esplode un mancino da posizione defilata, ma trova la grande risposta di Consigli. Il Sassuolo è alle corde, i 18mila di Marassi spingono all’assalto i grifoni. Ma i neroverdi non muoiono mai e rimettono la freccia: Zaza soffia il pallone ad Izzo, appoggio in area per l’accorrente Berardi che non sbaglia. Neroverdi per la terza volta in vantaggio. Durerà?

La solita beffa

Entrano Floro Flores e Biondini per Sansone e Brighi, Gasperini inserisce Kucka. Il Genoa stavolta sembra accusare il colpo e Zaza, sfruttando una clamorosa disattenzione della retroguardia rossoblù, tocca il pallone di testa senza però trovare lo specchio. Nel finale il Sassuolo arretra il baricentro e il Genoa costruisce due colossali occasioni per il 3-3: nella prima Bertolacci, smarcato da Falque, calcia malissimo a due passi da Consigli; nella seconda Burdisso - di testa - chiama il portiere del Sassuolo ad un intervento prodigioso.

Finita qui? Figuriamoci. Al 92’, dopo una rimessa laterale, l’inutile spinta di Magnanelli su Kucka è punita col rigore che Fetfatzidis trasforma. La beffa, l’ennesima, è servita.

@Star_70_

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