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Sassuolo, senza amnesie finali saresti da Champions League

di Paolo Seghedoni
Sassuolo, senza amnesie finali saresti da Champions League

Costati cari i gol in zona Cesarini contro Roma, Palermo, Cesena e Genoa: mancano 7 punti all’appello Anche in Coppa col Milan lo stesso vizio, solo a Torino i neroverdi hanno piazzato il colpo allo scadere

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Roma -2 (da 0-2 a 2-2 con pareggio nel recupero), Palermo -1 (pareggio di Pavoletti all'85' e gol partita di Belotti al 93'), Cesena -2 (con il pari romagnolo all'ultima azione della gara), Genoa -2 (con il rigore per i rossoblù ancora in pieno recupero). Quattro partite nelle ultime sei di campionato (cinque nelle ultime sette, considerando la Coppa Italia contro il Milan a San Siro, con la rete di De Jong, che ha regalato la qualificazione ai rossoneri, arrivato a una manciata di minuti dai supplementari) sono state gettate via dalla squadra di Eusebio Di Francesco nei minuti finali e, soprattutto in campionato, addirittura nel recupero.

"Partita finisce quando arbitra fischia tre volte", avrebbe detto Boskov parlando di questo Sassuolo sciupone e sciagurato negli ultimi istanti delle partite, e in effetti questa delle rimonte subite dai neroverdi sta diventando una vera e propria sindrome. Sette punti persi che avrebbero lanciato il Sassuolo in piana zona Champions League (no, non è una battuta, basta fare due rapidi conti) a fronte di una sola partita vinta, in stagione, nei minuti finali con il colpo di testa di Floro Flores all'Olimpico di Torino contro i granata. In pratica, quindi, il Sassuolo ha un debito di almeno cinque punti, un debito pesante pagato alla mancanza di luciditá, alla scarsa maturità, al 'braccino' o, se volete, alla paura di vincere. Già, perchè al di là dei freddi numeri, che sono comunque molto significativi e che lasciano poco spazio al dubbio, quali sono i motivi di queste debacle sul filo di lana?

Di certo un dato significativo è quello atletico: il gioco del Sassuolo è molto brillante ma altrettanto dispendioso, e la chiusura della gara di Marassi contro i rossoblù in questo senso è molto chiara, ma non è sufficiente questo dato per spiegare tutto. Le origini del 'braccino' della squadra di Di Francesco sono inevitabilmente da ricercare anche in una certa mancanza di maturità che lo stesso allenatore neroverde ha più volte messo in luce. Una mancanza di maturità e una certa propensione a non chiudere le partite che rimandano anche alle stagioni passate. Senza rivangare la promozione arrivata dopo lunghissima sofferenza, basti ricordare la partita di Cagliari della scorsa stagione, quando un Sassuolo sontuoso nella prima frazione, non chiuse la gara sul 2-0 e fu incredibilmente raggiunto nel corso della ripresa. Proprio la prossima sfida dei neroverdi sarà a Cagliari e, chissà, potrebbe essere proprio la gara in Sardegna a cambiare questo vento contrario dei minuti finali. Per dirla in breve, meglio arrivare ai minuti di recupero con due gol di vantaggio, così tanto per essere un po' più tranquilli...

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