Il “Giro del Mondo” continua in Olanda
Germania ormai alle spalle. Oggi ad Amsterdam la presentazione ufficiale
Sognava fin da ragazzino di vivere senza fermarsi mai, la pallavolo nel sangue (una “malattia” ereditata da papà Adriano e zio Paolo), Karch Kiraly come mito quando scriveva su questo giornale e schiacciava nel Cus Modena, ma soprattutto mille sogni da inseguire con passione e facendo sacrifici, credendo sempre in se stesso: Giovanni Guidetti li ha realizzati tutti.
«Un giorno mi piacerebbe allenare una nazionale», diceva 20 anni fa. Così puntualmente è stato, e non solo una: la panchina azzurra, un Mondiale e una Olimpiade vissute ad apprendere nei panni di vice Frigoni, poi il decollo verticale, da “self made coach”, cioè da ragazzo che si è fatto da solo, mai nelle grazie del presidente Magri (forse per i dispiaceri dati all’Italia), ma che ripeteva sempre “Se mi chiamano, io vado, perché tutto diventa esperienza preziosa per il futuro”.
Si spiega così la parentesi in Bulgaria, quando ancora giovanissimo, guidò la nazionale di Marinova e Zetova ed è con lo stesso spirito che nel 2006 disse “Ja” alla Federazione Tedesca alla ricerca di qualcuno che trasformasse in oro tutto quello che la pallavolo femminile targata Merkel (non troppo all’epoca, per la verità) stava esprimendo. «Non mi chiedono di vincere, ma di far crescere la squadra», disse Giovanni prima di trasformarsi nel Kaiser di tutte le Germanie al momento del suo insediamento: detto e fatto, finale degli Europei a Belgrado, con molti rimpianti, perché quella partita contro la Serbia era ormai vinta, ma argento storico per le tedesche.
Stesso metallo due anni fa in casa, a cui va aggiunto un bronzo al Grand Prix.
Il Mondiale 2014, giocato in Italia e chiuso al nono posto, con aspettative forse più alte, ha fatto capire però a Guidetti che il gruppo “wünderbar” che aveva creato era ormai arrivato al top.
Separazione consensuale, inevitabile quando gli amori finiscono, ma nel più puro stile del personaggio, che non si volta mai indietro e che nulla rimpiange di ciò che ha vissuto, l’immediato colpo di fulmine: nuova panchina, nuovo colore dominante, l’arancione, quello dell’Olanda. Ieri sera Guidetti ha affrontato Piacenza in Champions League con il suo Vakifbank a Istanbul, oggi volerà ad Amsterdam per la presentazione ufficiale da nuovo tecnico dell’Olanda, accordo biennale con opzione per i due successivi. Guidetti succede a Gido Vermeulen, passato alla maschile, e avrà a disposizione una squadra giovane dal discreto potenziale con giocatrici come Buijs, Plak, Stoltemborg e De Kruijf, quello che lui cercava per vivere quelle sfide senza cui non può stare un solo giorno della sua vita. Gli Europei in casa, nel girone con l’Italia, e la qualificazione olimpica sono già dietro l’angolo.
Fabio Rossi
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