Berardi, cuore nerazzurro «Ma spero di fare gol»
Il talento neroverde sogna di emulare Sansone che ha segnato al “suo” Milan «In questa stagione ho segnato poco perchè gioco di più per la squadra»
Con 21 gol e 16 assist in appena un campionato e mezzo Domenico Berardi si è guadagnato il titolo di miglior under 21 dell’ultimo decennio in serie A. Quanto sia decisivo in campo e quale avvenire abbia di fronte a sé il talento calabrese scoperto e lanciato dal Sassuolo è cosa risaputa ormai a tutti, così come è noto quanto sia poco avvezzo alle interviste. In vista di una gara per lui particolare come quella con l’Inter, però, Berardi si è concesso ai microfoni di Sassuolo Channel per parlare dei nerazzurri e soprattutto di sé stesso, tracciando un bilancio di tutta la sua esperienza in neroverde. Non solo perché l’Inter è la sua squadra del cuore, assieme al Cosenza, ma anche perché contro i nerazzurri il suo score personale è tanto infelice quanto quello del Sassuolo: 3 sconfitte in altrettante gare e 0 gol segnati contro 15 subiti il ruolino di marcia poco invidiabile della squadra, un’assenza per squalifica, un ingresso dalla panchina e un’espulsione quello dell’attaccante di Bocchigliero.
Domenico, arriva la squadra che tifavi da bambino. Sansone poche settimane fa ha segnato al Milan, sua squadra del cuore. Tu cosa hai in serbo per l’Inter?
«Chissà, non si sa mai che riesca anche io a fare gol…».
Di gol, sin qui, ne hai realizzati 5 ma a vedere le statistiche pare che quest’anno ti sia specializzato negli assist.
«Evidentemente in questa stagione mi vengono meglio (ride, ndr). Penso di essere migliorato, di giocare più per la squadra che per me stesso e questa è una conseguenza».
Nella sfida d’andata la tua ultima espulsione. È difficile non reagire anche se si è provocati?
«Sì, ma le provocazioni esistono e non bisogna pensarci quando si gioca. Se reagisci ne paghi le conseguenze. Ho commesso anche io degli errori, ma qualche gomitata che ho dato mi è servita da lezione e mi ha fatto crescere».
Il tuo 2015 sarà importante anche in chiave nazionale.
«Tengo molto alla maglia azzurra e spero di fare belle cose con l’Under 21 (in estate ci saranno gli Europei, ndr)».
Quanto ha contato Di Francesco nel tuo percorso di crescita.
«Molto, perché sin dall’inizio ha creduto in me, ma è stato ed è importante per tutta la squadra. Per me è il Sassuolo a rappresentare tutto: sono cresciuto qui e devo ringraziare anche i mister delle giovanili Mandelli, Bedogni e Ori». (m.c.)
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