Tutti pazzi per Di Francesco, a giugno che farà?
Il tecnico, sotto contratto fino al 2016, corteggiato da diversi club. In pole c’è la Fiorentina
di Stefano Aravecchia
«Chi fa questo lavoro ha l’ambizione di crescere e migliorarsi». Parole testuali di Eusebio Di Francesco, l’allenatore del Sassuolo di cui l’Italia pallonara si è innamorata. Per come fa giocare i neroverdi ma anche per la positività del suo personaggio. Un tecnico che non urla, fa poco “cinema” e alle parole preferisce i fatti. Uno col quale - ce ne siamo accorti lo scorso anno quando è stato ospite alla Gazzetta - puoi parlare di tutto per ore senza annoiarti. Certo, Di Francesco non ha il nome esotico, nè un curriculum pomposo ma è bravissimo. Il suo 4-3-3 “zemaniano” - ma con attenzione anche alla fase difensiva (in questo senso ha saputo migliorarsi tanto, ammorbidendo il suo integralismo tattico) - è un unicum nel calcio italiano, il DiFra sa valorizzare come pochi i giovani - meglio se italiani - e gestire lo spogliatoio. Ormai non è più un segreto: diverse squadre di serie A l’hanno messo nel mirino. In prima fila c’è la Fiorentina, che dall’anno scorso gli fa una corte serrata. E proprio dalla Toscana assicurano che Di Francesco a giugno siederà sulla panchina viola, attualmente occupata dal suo amico fraterno Montella. Solo voci, per ora. Il sogno di Eusebio, che piace tanto anche alla Sampdoria, è la Roma. Spesso gli è stato chiesto cosa ne direbbe di questa ipotesi. «Io alla Roma? Mai dire mai... Si sa quanto sia legato alla città, alla squadra e ai tifosi della Roma, però non devo promuovermi. Sono contentissimo di allenare il Sassuolo, sebbene abbia il desiderio di migliorare» - la sua risposta. Il Sassuolo, appunto. Dopo gli attriti con una parte della società avvenuti la scorsa stagione e sfociati nell’esonero, quest’anno il rapporto è idillliaco. Rinsaldato anche dagli ottimi risultati del Sassuolo, società diventata un modello per il calcio italiano. Squinzi ha in mano un contratto che lega il 45enne tecnico pescarese al Sassuolo fino al 2016 ma con la promessa di liberarlo in anticipo se arrivasse una richiesta importante. Sicuramente la società neroverde - ormai famosa per lanciare grandi allenatori (vedi Allegri e Pioli) - non lascerà nulla di intentato per provare a trattenerlo. Ma molto, se non tutto, dipenderà dalla volontà dello stesso Di Francesco che deciderà il suo futuro dopo aver valutato le varie proposte. Consapevole di essere l’allenatore emergente più ricercato del calcio italiano, lui sta vivendo questo momento con equilibrio e professionalità. E’ uno che viene dalla gavetta, sa che il mestiere di allenatore ha più oscillazioni di un titolo in Borsa. Nuovo Zeman o no, il cammino di Di Francesco nel calcio che conta è appena iniziato ed è già da favola.
@Star_70_
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