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Dall’Olio va oltre il tempo: torna azzurro 43 anni dopo

Dall’Olio va oltre il tempo: torna azzurro 43 anni dopo

Accordo con la Federazione: sarà assistente di Bonitta nella nazionale femminile Oltre alla prima squadra toccherà a lui seguire le giovani alzatrici del Club Italia

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Oltre il tempo, sempre al massimo, stimato ad ogni latitudine: Francesco Dall’Olio, uno dei più grandi alzatori di ogni epoca da giocatore, una carriera da allenatore di alto livello, è entrato ufficialmente da ieri a far parte dello staff della Nazionale femminile di pallavolo. Lo ha fortemente voluto con sé Marco Bonitta, coach delle azzurre che hanno sfiorato il podio nell’ultimo Mondiale giocato in Italia.

«Sono molto felice di questo incarico che per me rappresenta una bella gratificazione sul piano professionale - dice Pupo subito dopo la diffusione del comunicato da parte della Federazione Italiana Pallavolo - Ringrazio per la fiducia che mi ha concesso Marco (Bonitta ndr). Ne avevamo già parlato prima dell’inizio del Mondiale, poi durante la rassegna iridata, quando ho lanciato l’iniziativa l’Officina del Palleggio, abbiamo avuto modo di approfondire l’argomento ed è nata questa collaborazione».

“Pupo” spiega quali saranno le mansioni che dovrà svolgere.

«La mia qualifica è quella di “assistente”, cioè farò parte a tutti gli effetti dello staff di Bonitta e seguirò tutto il lavoro della Nazionale A durante questa stagione che prevede il Grand Prix e i Campionati Europei. Seguirò il lavoro della squadra e se mi sarà chiesto esprimerò un parere sulle palleggiatrici. Questo nello staff della Nazionale A di cui continuerà a far parte anche il modenese Fabio Soli, che è il vice di Bonitta. Mi è stato anche chiesto di seguire una volta alla settimana il lavoro sdelle palleggiatrici del Club Italia che ha due veri talenti come Malinov e Orro. Oggi ad esempio sarò al Centro Tecnico Federale Pavesi di Milano proprio per iniziare a lavorare con loro».

Miglior docente le due “enfant prodige” del volley azzurro non potrebbero proprio avere.

«La mia storia con Nazionale è stata meravigliosa: l’ultima volta fu nel 1992, mi chiamò Julio Velasco per partecipare in Russia al Trofeo Savin. La prima? Vent’anni prima nel 1972 alle qualificazioni per i Giochi Olimpici di Monaco di Baviera, direi in Romania».

E in mezzo una interminabile collezione di maglie azzurre.

«Le presenze ufficiali secondo la Federazione sarebbero 240, ma secondo me sono di più perché negli anni precedenti non veniva tenuto il conto esatto».

Una “discreta” base su cui ripartire da oggi con lo spirito di un ragazzino da mettere al servizio da chi per ora può solo sognare di diventare un giorno come lui.

Fabio Rossi

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