Caliendo: «Danno enorme Ora il campo è da rifare»
Il presidente del Modena: «Bastava poco per anticipare una decisione che era l’unica possibile. I lavori hanno provocato guasti tali che il terreno è da rizollare»
Un rinvio ampiamente annunciato. Questa almeno l'opinione comune, con la quale coincide anche il pensiero di Antonio Caliendo: "Bastava che un Delegato della Lega fosse venuto a controllare la situazione già venerdì. Come Consigliere di Lega lo dirò alla prima assemblea. A quel punto la decisione spettava solo all'arbitro, che, a termini di regolamento, ha provato a far rimbalzare il pallone, poi ha preso l'unica decisione possibile". Insomma, tutti, per così dire, prigionieri del regolamento, ma anche della mancanza di buon senso della Lega, come ribadisce Caliendo: "Noi abbiamo fatto il nostro dovere consegnando il campo due ore prima, ma questo ci ha prodotto un danno enorme. Abbiamo fatto lavorare cinquanta spalatori, alcuni mezzi cingolati, anche per tutta la notte, sempre con le luci accese". Quello economico però non è stato l'unico danno, ha sofferto molto anche il campo: "La necessità di fare in fretta ha provocato danni al manto erboso, ora veramente inagibile. Per questo non è stato possibile recuperare la partita 24 ore dopo. Per tornare ad essere agibile, occorre una nuova rizollatura, come accertato dai tecnici. Questo per arrivare a fine campionato, poi bisognerà rifare il drenaggio. E' un terreno nato male, con un fondo di appena venti centimetri. Un'esigenza di cui sono consapevoli anche il Sindaco e l'Assessore Guerzoni, tanto che il Comune ha stanziato la cifra necessaria". Non si poteva giocare, ma a Caliendo dispiace: "Avevo visto nella nostra squadra una determinazione che non vedevo da tempo, ma non aveva senso giocare su quel campo, mettendo a rischio l'incolumità dei nostri giocatori, appena finita l'emergenza infortunati. Il mercato invernale? Ribadisco che sono contento per il mancato arrivo di Galabinov e convinto che proprio Ferrari potrebbe essere il miglior acquisto". Finale sul futuro societario: "Sghedoni? Della Kerakoll conosco solo un bel quadro che abbiamo in sede. Comunque le porte sono sempre aperte per qualunque imprenditore abbia a cuore le sorti del Modena" .
Claudio Romiti
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