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Modena-Catania e la farsa del rinvio

Modena-Catania e la farsa del rinvio

Era scontato, per la Lega si gioca: tifosi beffati, spese inutili

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Si chiama campionato nazionale di Serie B, è il secondo torneo in ordine di prestigio organizzato dalla Federcalcio dopo la serie A, e ha un proprio governo, la Lega di B presieduta da Andrea Abodi. Premessa indispensabile per capire che il contesto del rinvio farsa di Modena-Catania è una cosa seria (o almeno dovrebbe esserlo) e non la trama di un film della commedia italiana tipo “L’allenatore nel pallone” o altre amenità simili. Invece risate a crepapelle sugli spalti quando l’arbitro Chiffi di Padova, qualche minuto prima delle 15, ha tentato di far rimbalzare il pallone nelle zone più critiche della palude Braglia sotto lo sguardo dei due capitani Gozzi e Capuano e tra l’incredulità del pallone stesso che se n’è ben guardato di rotolarsi nella melma e tantomeno di saltellare. Rinvio inevitabile e già scritto che nessuno si è premurato di comunicare agli oltre tremila spettatori che nonostante i dubbi sullo svolgimento del match si erano presentati sugli spalti (91 i catanesi). Lo abbiamo imparato da Sky.

Se non stessimo parlando di una cosa seria verrebbe da riderci sopra, ma non si può perché ci sono di mezzo soldi spesi, anche dei contribuenti, per l’intervento dei mezzi del Comune di Modena per sgomberare l’area di Piazza Tien Am Men riservata ai parcheggi. In più quelli versati dal Modena a 50 lavoratori che, armati di pala, trattorini e ruspe, hanno vinto la corsa contro il tempo per liberare i teloni dai 40 centimetri di neve caduta il giorno prima (non tre giorni fa) per presentare il terreno del Braglia libero due ore prima del fischio d’inizio come imposto dalla Lega. In più c’è la bolletta per l’illuminazione a giorno dello stadio anche nella notte tra venerdì e sabato. Soldi spesi per nulla. Perchè si sapeva che Modena-Catania non si sarebbe potuta giocare fin da venerdì, quando il Modena, iniziati i primi lavori e resosi conto delle condizioni del terreno, ha chiesto il rinvio dell’incontro alla Lega. Richiesta rinnovata quando, a mano a mano che il campo usciva allo scoperto coi teloni divelti dai mezzi di spalatura, il club gialloblù si è trovato di fronte alla realtà: una palude. Immortalata ieri mattina dalle fotografie comparse sul sito del nostro giornale, sui social e anche sulle pagine web di altri media e dei numerosi gruppi di tifosi gialloblù. Un tam tam assordante su Internet, telefoni roventi in Gazzetta: tutti a chiedere informazioni sullo svolgimento del match che nessuno poteva fornire nonostante le dirette “live” dallo stadio. Il regolamento dice che la partita può essere rinviata d’ufficio solo dal Gos (Gruppo Operativo Sicurezza), che in mattinata aveva dato l’ok sull’agibilità dello stadio non essendo competente sulla praticabilità del terreno, o dall’arbitro sul campo. Chiffi di Padova era al Braglia alle 13, alle 13,45 presenti anche le due squadre con rispettive dirigenze. Se un delegato della Lega non poteva schiodarsi da una sedia e fare un salto a Modena venerdì o anche ieri mattina, bastava che l’arbitro decidesse subito, senza aspettare le 15 e far muovere migliaia di persone. Ma l’arbitro risponde a una Lega nella quale purtroppo manca ancora l’ufficio del Gobs (Gruppo Operativo Buon Senso). Alla fine il rinvio di Modena-Catania ha comportato solo spese inutili e una bella presa per i fondelli per i tifosi. Ma il regolamento è rispettato...

Paolo Vecchi

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