«Qualcuno ha interpretato male...»
Lorenzetti: «Kovacevic si è preso il rosso per un “bravo Nema” rivolto a Petric»
Qualche elemento reduce da problemi fisici e non ancora al meglio, una Piacenza coriacea, e un po’ di nervosismo. Ingredienti che hanno contribuito a rendere la vittoria da tre punti di Modena tutt’altro che una passeggiata, come conferma il tecnico Angelo Lorenzetti: «E’ stata la partita che ci aspettavamo. Il primo set è stato vinto facilmente in maniera un po’ inaspettata. Poi è diventata come sapevamo sarebbe stata, cioè dura, anche perché siamo in un momento in cui non riusciamo ad avere un ritmo bellissimo. Oggi ho provato a gettare subito nella mischia Kovacevic che era fermo da un po’, ha lavorato duro per rientrare e meritava questa soddisfazione. Mi dispiace per la sua sostituzione perché fin lì non aveva certo demeritato, ma in quel momento dovevo fare quella scelta perché dovevo rendere un po’ più corposo il nostro muro specie su Poey, e ho scelto lui perché N’Gapeth ci stava dando più tranquillità in cambio palla e con la flottante. E’ chiaro che entrambi devono riprendere un po’ di ritmo, e per Uros serve un po’ più di tempo che per altri visto quanto è stato fermo. Certo, il suo infortunio nel momento fin qui più importante ha dato modo a Petric e N’Gapeth di lavorare ad alto livello tecnico e agonistico e questo conta, Uros deve solo continuare a lavorare senza preoccupazioni».
Kovacevicche è stato poi protagonista in negativo beccandosi uno dei due rossi consecutivi (l’altro a Bruno) nel 4° set. Lorenzetti sorride e pone un interrogativo: «Il non vedere il tocco a muro ci sta, è il dopo che non ci sta. A mio parere c’era qualcuno che capiva di più il portoghese che l’italiano: più volte il loro libero Da Silva si è rivolto ai miei giocatori in maniera, anche se non capisco il portoghese, diciamo ben poco amichevole. Poi Kovacevic per un “Bravo Nema” con un applauso, rivolto a Petric ma interpretato dall’arbitro come rivolto a lui, si è preso il rosso. A questo punto chiedo senza polemica se quel che conta allora è l’autorità di chi riceve l’attacco verbale, nel senso che l’attacco verso l’arbitro va punito e verso gli avversari no? Perché in quell’occasione o si è capito meglio il portoghese dell’italiano, oppure si è tenuto conto che quello che contava era solo a chi era stato rivolto l’attacco verbale».
Un pensiero alle prossime sfide, con tre trasferte nelle prossime quattro gare: «Sono sfide che valgono tantissimo soprattutto per farci prendere il ritmo. Noi a differenza di Piacenza non abbiamo le Coppe, questo permette di recuperare gli infortunati ma il rischio con periodi senza partite di livello è di perdere il ritmo. Noi cercheremo di sfruttare le prossime gare per ritrovarlo».
L’ultima battuta va a Uros Kovacevic, ieri al rientro dopo un lungo stop: «E’ stata una partita difficile, anche perché in tanti veniamo da problemi fisici. Però questa squadra ha dimostrato di essere forte anche nelle difficoltà, speriamo la prossima partita arrivi un’altra vittoria, magari senza cartellini rossi. In quell’occasione io battevo le mani a Petric per incitarlo, non so cosa abbia capito l’arbitro…».
Davide Ferrari
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