“5 e 30 di Carnevale”, che successo
Un fiume di partecipanti per calli e campielli della città lagunare
Il progetto 5.30 era già sbarcato in laguna. Non lo aveva ancora fatto nell'ambito di uno degli eventi più caratteristici per Venezia: il carnevale.
Sergio Bezzanti e Sabrina Severi, ideatori della 5.30, ci sono riusciti sabato 14 febbraio, inserendo l'ormai classica camminata all'alba per le strade del centro negli eventi che hanno animato il carnevale veneziano.
Un migliaio i partecipanti che hanno aderito all'iniziativa modenese, in collaborazione con Venice Marathon. Donne in netta maggioranza sugli uomini e tantissimi under 30 al via, a formare un "pacifico fiume" di sportivi che ha invaso di primissima mattina calli e campielli veneziani. La “5.30 di Carnevale”, corsa non competitiva di circa 5 km è partita, nel giorno di San Valentino, da San Basilio e quindi si è snodata lungo le Zattere, il ponte dell’Accademia, Piazza San Marco, Rialto, Campo San Polo, Campo Santa Margherita e quindi ritorno a San Basilio. Tappa “selfie” in Piazza San Marco, dove tutti i podisti, con maglia 5.30 e maschera d'ordinanza, hanno fatto sosta per immortalarsi davanti alla Basilica. All'arrivo in San Basilio, ristoro in tema carnevalesco con 100 litri di vin brulé, 100 di tè, 60 kg di frittelle e 50 di galani (le frappe veneziane). Piero Rosa Salva, presidente di Vela, società organizzatrice del Carnevale di Venezia ha detto "Una splendida esperienza da ripetere il prossimo anno".
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