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Cannavaro, prima volta da ex al San Paolo

Cannavaro, prima volta da ex al San Paolo

Il difensore del Sassuolo lunedì torna nello stadio dove ha giocato per 7 anni con la maglia del Napoli e anche da capitano

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Napoli-Sassuolo, posticipo della 24ª giornata in programma al San Paolo alle 19 di lunedì, sarà una gara speciale per Paolo Cannavaro. Il difensore del Sassuolo tornerà per la prima volta da avversario non solo nella sua città natale, ma soprattutto di fronte a quei tifosi che lo hanno amato ed osannato per sette stagioni e mezza. «Per il Napoli vorrei essere una bandiera come Totti per la Roma», disse agli inizi della sua nuova avventura con la maglia azzurra, nell’estate 2006, dopo aver riabbracciato quel club che sette anni prima, proprio sul più bello, era stato costretto a lasciare. Un’odissea tra Parma e Verona per poi tornare a Napoli, la sua Itaca, da giocatore più maturo e pronto a riaccendere il sogno cullato fin da bambino, essere protagonista e bandiera della squadra della sua città. Cresciuto nel settore giovanile del club partenopeo, Cannavaro aveva debuttato in prima squadra nella stagione ‘98/’99 (2 presenze in B), prima che le difficoltà economiche del club lo portassero a raggiungere il fratello maggiore, Fabio, a Parma. Cessione a titolo definitivo. Tutto d’un tratto, però, quella favola che sembrava sfumata alle origini è tornata a materializzarsi nella forma più bella, permettendo al difensore classe 1981 di diventare leader del Napoli e beniamino dei tifosi nell’era De Laurentiis, quella della rinascita del club dopo il fallimento. Tornato “a casa” quando il Napoli era appena tornato in serie B, alla termine della sua prima vera stagione con la maglia azzurra Cannavaro ha potuto festeggiare la promozione in A, diventando capitano della squadra e riuscendo negli anni successivi a conquistare assieme ai propri compagni traguardi prestigiosi come gli ottavi di finale di Champions League, il secondo posto nella massima serie e una Coppa Italia. Tutto questo in sette stagioni, prima che la favola di Paolo Cannavaro a Napoli improvvisamente si trovasse di fronte ad un finale imprevisto. Con l’addio di Mazzarri e l’arrivo di Benitez in panchina nell’estate del 2012 tutto è cambiato: appena 4 presenze in mezza stagione per il difensore, di fatto accantonato e divenuto ex capitano, e un inevitabile addio a gennaio 2013 dopo aver collezionato 276 presenze con la maglia del Napoli, sesto giocatore in assoluto nella storia del club. Per lui una nuova avventura a Sassuolo, chiamato da quel Malesani che lo aveva allenato nelle uniche due parentesi extra-napoletane, in prestito con diritto di riscatto fissato alla simbolica cifra di mille euro in caso di salvezza dei neroverdi. Così oggi Cannavaro vive la sua seconda stagione a Sassuolo e si prepara al suo primo ritorno da ex al San Paolo, con uno stadio intero e molti ex compagni pronti a riabbracciarlo. «Tutti conoscono la mia storia: per me sarà molto difficile giocare contro il Napoli. Lì ho lasciato tanto», ha raccontato alla Domenica Sportiva. Impossibile che non sia così, per chi è stato per il Napoli quella bandiera che sin da bambino sognava di essere.

Marco Costanzini

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