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Granoche: «La squadra è con Novellino»

di Giovanni Balugani
Granoche: «La squadra è con Novellino»

«Non ci sono spaccature nello spogliatoio, è ora che noi vecchi trasciniamo i giovani. Solo una vittoria ci può sbloccare»

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Parla da leader Pablo Granoche nel momento più buio della stagione canarina. Sono i numeri sul campo, non solo l'età anagrafica, a farne una delle colonne dello spogliatoio e il Modena ha un disperato bisogno di ritrovare un trascinatore; spetta a lui e agli altri giocatori più esperti del gruppo rimboccarsi le maniche e traghettare il resto della squadra verso la salvezza.

Prima di parlare di calcio giocato, però, Granoche chiarisce alcuni punti chiave, a partire dal rapporto tra la squadra e mister Novellino: «Io sono il primo a dover ringraziare quello che il tecnico ha fatto per me. Mi ha portato qua in un momento difficile della mia carriera e mi ha permesso di ritrovare gol e continuità, quindi devo solo ringraziarlo. E questa gratitudine è la stessa che l'intero gruppo gli deve, quindi non so chi sostenga che ci sia una spaccatura tra noi e lui, ma chiunque dica ciò si sbaglia di grosso. Noi siamo coesi con il nostro allenatore».

E il Diablo chiarisce come anche dopo la sconfitta di Perugia fosse certo che Novellino sarebbe rimasto al suo posto: «Noi sapevamo già che non ci sarebbe stato alcun esonero. Caliendo è una persona razionale e che non prende decisioni affrettate, per questo in cuor nostro avevamo già intuito che avrebbe dato continuità al progetto di Novellino».

Chiariti alcuni punti essenziali Granoche entra nello specifico della crisi canarina: «Sappiamo del clima di sfiducia che si è creato attorno alla squadra, non siamo ciechi. Quando sono arrivato l'anno scorso il Modena navigava nelle stesse acque e il Braglia era quasi deserto, poi con i risultati e il gioco abbiamo di nuovo portato entusiasmo. Premesso che non voglio più sentir parlare di paragoni con la passata stagione perché non ha senso, c'è un'unica soluzione per riportare di nuovo fiducia nell'ambiente: vincere e ritrovare le prestazioni dentro al campo».

E qui entrano in gioco gli uomini di esperienza: «Sta a noi vecchietti trascinare i ragazzi più giovani, perché la pressione psicologica può essere un problema per loro. E' giusto che siamo noi a tirare fuori qualcosa in più in questo momento così difficile e far capire a tutto lo spogliatoio che serve più coraggio. Prendo come esempio la fase offensiva. Facciamo fatica a segnare e questo è sotto gli occhi di tutti, ma se non osiamo qualcosa in più non possiamo trovare la via del gol. Cerchiamo un dribbling, cerchiamo un tiro, solo così si fa gol».

Un'infusione di coraggio che Granoche si augura possa materializzarsi già a La Spezia, perché il campionato non attenderà oltre: «Nonostante la vittoria ci manchi da tantissime giornate abbiamo la fortuna di non essere ancora dentro ai playout, ma è arrivato il momento di trovare i tre punti. Quella di sabato sarà una partita complicata, contro una squadra che probabilmente ci attaccherà: sarà l'occasione per far valere la nostra tenuta difensiva e ritrovare il modo di farci sentire in zona d'attacco, grazie agli spazi che avremo a disposizione. D'altronde abbiamo sempre dimostrato di trovarci meglio contro formazioni che ci affrontano a viso aperto, piuttosto che contro bunker difensivi chiusi. Dovremo ritrovare il coraggio di cercare i tre punti. Soltanto una vittoria ci scrollerà di dosso l'insicurezza nata nelle ultime giornate».

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