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Carpi batte l’Avellino e allunga in vetta

di Fabio Garagnani
Carpi batte l’Avellino e allunga in vetta

Apre Lollo, chiude Lasagna: per i biancorossi anche tre pali

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CARPI. Si è fatta attendere per oltre un mese, ma non c'era modo migliore per festeggiare la vittoria casalinga n.700 dell'intera storia del Carpi. I biancorossi di Castori ritrovano d'incanto la vena realizzativa in un crocevia fondamentale di questo campionato, rintuzzando l'assalto dell'Avellino e infrangendo anche il tabù Alfred Gomis, al quale non erano mai riusciti a segnare nelle tre occasioni precedenti (l'unica volta fu una autorete quando vestiva la maglia del Crotone). In più ci sono i tre pali colti durante la partita: non solo legittimano il risultato, ma tracciano un solco profondo tra il Carpi e le inseguitrici, oggi ancor più distanti, che vale quasi più della vittoria. Orfano di Mbakogu, Castori cambia rispetto alla trasferta di Vercelli. L'accoppiata Lasagna-Inglese non deve averlo convinto a sufficienza, così prende il secondo e lo piazza al centro dell'attacco in un 4-4-1-1 che vede Lollo in trequarti, con compiti di contenimento su Arini, fonte del gioco irpino. Poi sceglie Di Gaudio a sinistra, per costringere Regoli a badare al sodo piuttosto che ad aggredire la metà campo altrui, e preferisce Pasciuti a Molina sulla destra. In difesa si rivede Romagnoli, nuovamente al centro a fianco di Poli. Sul fronte opposto, mister Rastelli conferma il 3-5-2, affiancando il figlio d'arte Comi, autore del gol dell'andata, a bomber Castaldo. A metà campo, il rientrante Arini prende il posto di Kone, malconcio per una botta al ginocchio. Il Cabassi di notte è una "Bombonera" formato mignon, gremita in ogni ordine di posto, fatti salvi pochissimi spazi nelle curve. Sono tanti gli avellinesi presenti: oltre 500 nel settore ospite, altri sparsi qui e là per le tribune. Insomma c'è aria di scontro diretto. Chi l'avrebbe mai detto alla vigilia di questa stagione. Eppure, Lotito permettendo, questo è. E il Carpi fa di tutto per mostrarlo al mondo intero, entrando in campo con una rabbia che annichilisce l'Avellino, costretto sin dai primi minuti nella sua area di rigore. I biancorossi attaccano a pieno organico, sfruttano le sovrapposizioni dei terzini e mettono in mezzo una serie imprecisata di cross sulle quali la difesa avversaria riesce sempre a rimediare,a volte con fatica e in mezzo a mischie furibonde, come al 5' quando Inglese tocca troppo debolmente. Ma mentre il Carpi macina gioco, l'Avellino punge sui calci piazzati e costruisce occasioni limpide. Brividi per Gabriel per un colpo di testa di Fabbro a lato, poi sul tiro dalla distanza di Regoli, e infine sull'inzuccata di Castaldo da due passi. Esaurito il furore iniziale gli ospiti guadagnano campo, ma lasciano qualche spazio in più al Carpi. Sui soliti cross di Pasciuti e Bianco mancano l'impatto Di Gaudio e Inglese, poi una rovesciata acrobatica di Di Gaudio sfiora il palo. Sfortunato, il Carpi, al 37': Poli vola in cielo ad arpionare il cross di Pasciuti, la palla coglie il palo interno alla danza sulla linea prima di essere allontanata dalla difesa irpina. La generosità dei padroni di casa è premiata al 43' all'ennesima fendente spedito nell'area: Lollo si trova tutto solo davanti a Gomis, si avvita in tuffo e infila nell'angolino. Cambia, Rastelli, al rientro in campo. Inserisce Zito col compito di spaziare sulla trequarti e togliere punti di riferimento al Carpi. La mossa sembra funzionare, anche perché i biancorossi non possono mantenere i ritmi indiavolati del primo tempo. A dispetto di un problema alla coscia che costringe Castori a far scaldare Mauratonio, Gabriel fa però sempre buona guardia sulle conclusioni dalla distanza degli irpini. Ci provano Bittante, Regoli, Comi e Zito senza esito. E' anzi il Carpi ad avvicinarsi al raddoppio col colpo di testa di Inglese che incoccia sul palo. Il finale è elettrico. L'Avellino si butta in avanti con la forza della disperazione. Rastelli toglie un difensore e getta nella mischia un'altra punta. E' il segnale dell'arrembaggio. Ma dietro ci sono praterie. E Lasagna ne approfitta. La prima volta coglie il palo esterno, ma quando all'ultimo minuto di recupero Gomis sale nell'area del Carpi su un corner, l'attaccante biancorosso si trova la strada spianata per superare in velocità l'ultimo difensore irpino e per arrotondare il punteggio tra il tripudio del Cabassi.

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