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Il Modena di Pavan ha la testa sulle spalle

Il Modena di Pavan ha la testa sulle spalle

Squadra rigenerata dal cambio di allenatore. E il 4-3-3 è il modulo giusto per costruire un gioco

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Capita a volte di mettere piede in un appartamento che da troppo tempo non vede la luce del sole e l'impressione è pessima. Aria pesante, colori spenti e viene solo voglia di uscire. Alle volte, però, basta aprire una finestra e portare una ventata d'aria fresca per cambiare subito prospettiva. Il Modena ante Brescia era proprio come quell'appartamento lugubre, in cui mancava il sorriso e il peso del campionato era diventato insostenibile. Simone Pavan, con la collaborazione di Mauro Melotti, non ha apportato modifiche strutturali all'appartamento, ha soltanto permesso all'aria di riprendere a circolare. Fuor di metafora, il nuovo tecnico canarino ha ridato serenità ad un gruppo che l'aveva persa strada facendo; troppo pochi due giorni di lavoro per compiere rivoluzioni tattiche. E così la coppia di tecnici si è dedicata in primis al lavoro psicologico, che ha dato frutti immediati nelle prestazioni dei singoli, da Garritano a Fedato, da Martinelli ad uno degli uomini più criticati nell'ultimo periodo, Signori. Sistemato il fattore testa Pavan ha poi apportato anche alcune modifiche da un punto di vista meramente tattico. E' ripartito dalla difesa a 4 che Novellino, al di là degli errori dei singoli che avevano caratterizzato le ultime uscite dei gialli, aveva reso una delle migliori delle B, cambiando qualcosa dalla cintola in su e in fase offensiva. Il 4-3-3 è stato subito il punto di riferimento per la squadra, uno schieramento che annulla il problema delle due punte centrali che tatticamente facevano fatica convivere, e che permette di regalare grande libertà ai due acquisti del mercato invernale, Garritano e Fedato. Il primo non era protagonista con Novellino, il secondo si ritrovava a giocare in zone del campo che non sono nel suo dna. A Brescia sono stati loro soprattutto nel primo tempo a dare qualcosa in più alla squadra negli ultimi trenta metri, ma quando si hanno due folletti sulle fasce si deve anche giocare in loro funzione. Ecco l'altro cambiamento, la gestione della palla. Prima si tendeva a scavalcare maggiormente il centrocampo, andando alla ricerca di una delle due punte, ora si parte da palla a terra fin dal portiere. Gestione del pallone possibile anche grazie ad una folta mediana, con un uomo in più rispetto a prima e quindi spazi ridotti tra i reparti e maggiori palloni sui piedi per le punte. Così Pavan ha cambiato il Modena, anche se la strada, dopo l'ottimo inizio, è ancora lunga. A Brescia, però, si è respirata un'aria nuova, che se cavalcata nel modo giusto può portare alla salvezza.

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