Riccardo Riccò si mette a nudo
Uscito il libro “Funerale in giallo” dove il corridore modenese squalificato per doping si racconta
«Non un banale libro di bici su di un campione o un ex dopato, ma il romanzo di un atleta che vuole presentarsi come un creatore. Un poeta. Un uomo che ha fatto della sua vita un poema epico. Con delle derive. Con dei dubbi. Con dei tradimenti. Con delle verità. Con delle menzogne». L’esagerazione è sempre stata la cifra stilistica di Riccardo Riccò come ciclista. E ora, grazie all’intellettuale italo-francese Salvatore Lombardo, anche come scrittore.
Un pentito , un criminale, un furbo, un padre, un dopato. Si racconta, Riccardo Riccò. In 31 anni il corridore formiginese squalificato per doping ne ha combinate tante come tanti: ha pagato come pochi, come nessuno. Ma chi è e cosa è diventato Riccardo Riccò? Prova a spiegarlo Lombardo in “Funerale in giallo, le memorie del Cobra” ( Ac éditions, 114 pagine, 12 €). Non ha più nulla da perdere, Riccò, allora non si tira indietro. Una confessione, un viaggio all'inferno, laggiù c'erano sacche di sangue ma anche una carriera da costruire e il mondo dei dopati che viaggiava al doppio. Riccò è giovane e under 23 quando smette con le vitamine e inizia a farsi di Epo. "Un attimo, ed è tutta un'altra vita" scrive Lombardo, la colpa è del mondo intero che la contiene questa storia e sua, di più, perché lui è come Pantani, uno che scala le montagne e dà spettacolo, uno che vince e alza polveroni.
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