Il Carpi esagera e fa la corsa da solo
Sbanca Latina con Di Gaudio, distacco sulla terza di 10 punti
LATINA. Al Carpi basta un guizzo di Di Gaudio ad inizio partita per rompere la serie positiva casalinga del Latina, che durava da ben quattro mesi. I ragazzi di Castori mostrano i muscoli al campionato: cinici e spietati, in golalla prima occasione e poi capaci di soffrire e lottare su ogni palla come se non ce ne fosse un'altra. Il Carpi del "Francioni" è un castello medievale che respinge gli assalti dei padroni di casa con ogni mezzo disponibile. Difende in undici scavando fossati, alzando muri e palizzate. E quando un pontino trova il pertugio, accade pochissime volte, l'emozione è tanta che sbaglia mira. Bello? No. Il Carpi di Latina non lo è stato. Piuttosto efferato, come solo le grandi squadre sanno essere, e ha realizzato così una delle sue imprese più sudate, che rischia di mettere un marchio definitivo alla stagione: 59 punti, gli stessi conquistati alla fine del campionato scorso, che valgono dieci lunghezze sulla terza (l'Avellino sul quale è in vantaggio negli scontri diretti). A 12 partite dal termine iniziano ad essere davvero tanti. Soprattutto perché far gol a questo Carpi sta diventando una vera e propria impresa. Gabriel è imbattuto da ben 626 minuti e si porta a un solo giro di lancette dal quarto record di sempre nella storia della società, firmato da Claudio Pressich che, per inciso, non è un giocatore come un altro, ma "Il portiere" per eccellenza nell'albo dei ricordi di via Marx: 12 stagioni, 329 presenze in campionato, tra i pali il più fedele di sempre. Nella scala dell'imbattibilità presidia anche il secondo gradino (694') alle spalle di Valerio Fretta (859'). Al "Francioni" c'è anche tanto Castori. La squadra che scende in campo è infatti nuovamente figlia di una sua intuizione, con Pasciuti nell'inedito ruolo di trequartista. Serve a braccare Viviani, certo, ma la bandiera biancorossa ci mette anche tanta intelligenza tattica, dà respiro e geometrie mentre Inglese si sbatte nella morsa dei difensori laziali. Sul fronte opposto, Iuliano abbandona la difesa a tre vista a Bologna e torna al 4-3-3 con Sowe preferito a Litteri al centro dell'attacco, Oduamadi a sinistra e Ristovsky a destra. La partenza dice più Latina che Carpi. I padroni di casa tolgono il respiro agli ospiti in mezzo al campo, mantengono saldamente l'iniziativa ma si smarriscono sulla trequarti, dove Romagnoli e compagni interrompono ogni linea di passaggio. Per placare la sete di vittoria del "Francioni" basta una invenzione di Letizia al 14': il terzino intravede un varco a sinistra, verticalizza con precisione su Di Gaudio che sfrutta l'entrata a vuoto di Brosco, entra in area e freddamente infila il portiere col destro. La squadra di Iuliano reagisce. Ci mette grinta e rabbia ma continua a smarrirsi nel momento dell'ultimo passaggio. Pochissimi i pericoli dalle parti di Gabriel: Crimi e Valiani non si intendono in area e Brosco a non trova l'aggancio sottorete al termine di una mischia furibonda. Il Latina è tutto qui. Troppo poco per Iuliano, che tra i due tempi decide di inserire Bidaoui al posto di Angelo per guadagnare in imprevedibilità. Il marocchino si piazza a sinistra, con Oduamadi dirottato a destra e Ristovski arretrato sulla linea dei difensori. La mossa è azzeccata. Il nuovo entrato salta l'uomo e crea pericoli spedendo fuori dopo un paio di minuti, poi mancando l'aggancio su una uscita imperfetta di Gabriel e infine crossando al 21' per Sowe, che solo davanti al portiere manca l'aggancio. Castori ne ha viste abbastanza. Allora fuori Pasciuti e dentro un'altra torre, Poli, che va a piazzarsi sul centrodestra per raddoppiare e triplicare sull'indiavolato Bidaoui.
La soluzione dà i suoi frutti. A destra ora ci sono meno spazi, e il Latina, pur presidiando la metà campo biancorossa, non riesce più a trovare spazi, se non per un errore di Romagnoli che si fa sorprendere dall'inserimento di Sowe, botta di sinistro a fil di palo. La conclusione del solito Bidaoui bloccata da Gabriel al 31' è l'ultimo sussulto dei pontini. Allo scadere rischiano addirittura di subire il raddoppio sul cross di Molina che sfiora la cresta di Struna. Per quanto ininfluente sarebbe stato troppo per i padroni di casa.
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