La Cittadella soffre ma è vincente
Promozione. Gol in avvio di Cissè poi un Campagnola mai domo sfiora ripetutamente il pareggio
MODENA. Ma che fatica Cittadella, ma che fatica. Vinci, corri, sbuffi, spingi sulle fasce, segni un gol e porti a casa il risultato. Una partita che sembrava facile, facile per la capolista. Il Campagnola è là in fondo in classifica, quasi nella zona pericolosa quella dove le gambe cominciano a tremare. E poi quel gol nei primi minuti sembrava presagire un pomeriggio tutto in discesa. Cissè, veloce come un falco, si fa trovare sull’out destro. Palla a terra, tiro possente dal limite e la palla schizza via come un missile. Nulla può Bellan, la vede partire, non la vede arrivare, la rete si gonfia. Facile, quindi il gioco si pensava. E invece no. Il Campagnola lotta, gioca di rimessa, corre come un’indemoniato e non vuole perdere. E così per tutto il primo tempo la Cittadella controlla, ma non domina, vince, ma non brilla. Il Campagnola c’è e ci sarà anche nella ripresa, più bella, più ariosa. Perché la squadra reggiana le ha provate tutte per pareggiare. E così se prima prende paura quando El Madi tira sul portiere al 46’ incuneandosi in area, poi ci mette tutto del suo per non pareggiare. Un’occasione ghiotta, di quelle da mangiarsi le mani. Luppi si destreggia al limite dell’area, dialoga con Tazzioli, che si libera bene. Poi, l’incredibile: l’attaccante ha un’amnesia degna di Alonso, si dimentica come si gioca al pallone, si ingarbuglia, e mette incredibilmente a lato. Occasione d’oro, occasione che, con la Cittadella di quest’anno, se non la sfrutti non ti ricapita certamente più. E infatti le ha provate tutte, ma proprio tutte il Campagnola per ottenere il pareggio. Ci prova di nuovo con Luppi, che si libera dal limite e tira fuori di poco. Poi spinge, tenta e ritenta, costringe anche i padroni di casa a indietreggiare e a giocare di rimessa. E si aprono gli spazi, i livelli tecnici si appiattiscono. Anche la Cittadella prova a rendersi pericolosa con El Madi, ma soprattutto col temibile Cissè. La punizione è dalla sinistra, l’attaccante incorna perfettamente sovrastando il suo diretto difensore. Bellan decide di fare il fenomeno e toglie la palla dall’incrocio dei pali. La ripresa è bella. È avvincente con cambi di marcia, con emozioni, con paura della Cittadella di non riuscire a portare a casa il risultato. E le ultime azioni lo esemplificano. Vuoi per il Campagnola, che si vede respingere sulla linea un pallone malefico al 90’ grazie a una punizione velenosa di Luppi e vuoi per la Cittadella che non vuole essere da meno. Di Virgilio entra in area nei minuti finali con la velocità di un treno e Bellan deve uscire alla disperata. Fatica, si diceva. Si, la Cittadella ha giocato più contratta, non deconcentrata, ma ha faticato ad imporre il proprio gioco, soprattutto nel primo tempo. Non è emersa quella differenza tecnica che, classifica alla mano, avrebbe dovuto emergere. Questo, però, è il bello del calcio.
Giuliano Lovino
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