Carpi, quando scatta la movida
Luoghi, ritrovi, curiosità: la città sta abbracciando i grandi protagonisti del miracolo biancorosso
CARPI. L’ascesa inarrestabile del Carpi Calcio sta diventando sempre più una festa che coinvolge tutta la città. E il viaggio verso la serie A di questa squadra che si sta guadagnando il meritato successo, partita dopo partita, scatena la curiosità di tifosi e non, verso i calciatori. In molti si chiedono che cosa facciano i giocatori nel poco tempo libero tra un allenamento e l’altro. Ebbene, anche quando i biancorossi non sono impegnati a lavorare sodo per conquistare il traguardo anelato da tutti i carpigiani, sono molto uniti.
E non si spostano molto dallo stadio per stare in compagnia davanti a uno spritz, o a un piatto di pasta, condita rigorosamente in modo molto leggero. “I giocatori del Carpi arrivano qui a pranzo, cena e durante i pre ritiri – dice Danilo Ronchetti, titolare del Bar Sport Ristorante di via Ugo da Carpi, di fianco allo stadio, soprannominato dai calciatori “il Boss” – appena arrivano mi chiedono: che cosa si mangia oggi?
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E io inizio a spiegare il loro menù che prevede qualità e pochissima lavorazione delle materie prime, che vado a prendere in un’azienda agricola-supermercato di Reggio Emilia. Questa settimana a pranzo arrivano intorno alle 14/14.30, ma, di solito, sono sempre a tavola intorno alle 13.30 e alla sera alle 20.30. La loro dieta si compone di pasta, carne bianca o rossa, nessuna concessione al vino durante il pasto tradizionale, e pochissimi dolci ad eccezione della nostra crostata. I giocatori vanno matti per il mio roast beef che è stato soprannominato “da Champions League”. I ragazzi hanno un loro rituale: mi baciano in modo goliardico sulla mia testa calva e vengono a salutarmi in cucina. Oltre alla squadra cadetta, poi, vengono qui anche la primavera e gli allievi”.
Quando la squadra si avvicina al centro storico per fare l’aperitivo, generalmente di martedì o venerdì, la tappa obbligata è alla Salumeria Beltrami di via Aldrovandi, dove il profumo invitante degli insaccati che promana fin fuori dal negozio ha lo stesso richiamo delle sirene di Ulisse per i biancorossi. “I ciccioli però non li toccano proprio – precisano Stefano e Barbara dietro il bancone della Salumeria – loro puntano la breasaola, il tacchino e lo pesano: di solito non vanno mai oltre gli 80 grammi. Sono unitissimi e questo sta alla base del loro successo. Il più simpatico? Beh, Antonio Di Gaudio ha una simpatia esilarante... ma hanno tutti un futuro allettante, credo, perché sono davvero brave persone”.
Pochi metri più in là c’è il Kalhua dove i giocatori si fermano ogni tanto per l’aperitivo. “Consumano drink, ma stanno attenti a non esagerare” dicono dal bar. Se si capita dalle parte del caffè Madera di via Garagnani di martedì sarà molto facile incontrare il Carpi Calcio con il direttore sportivo Cristiano Giuntoli e mister Castori intorno ai tavoli a degustare qualche spritz. “Vengono in gruppo e, soprattutto dopo la storia di Concas, che tuttora va allo stadio al sabato e al quale gli altri erano molto uniti, Giuntoli ha lavorato molto per tenere il morale della squadra alto nonostante il momento fosse difficile – racconta Romeo Girelli del Madera. Sono amico di tutti, da Raffaele Bianco, a Poli, a Gagliolo, a Pasciuti, Lollo e Porcari. Venivano qui da quando erano in serie D, quando non li conosceva nessuno, e abbiamo vissuto con loro l’emozione dell’ascesa. Anche i tifosi sono simpatici, con i “Guidati dal Lambrusco” si sta bene. Inoltre siono protagonisti di iniziative benefiche: per l’alluvione hanno fatto una colletta lasciando anche qui una cassettina per raccogliere fondi”.
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