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Contro la Fiorentina Inzaghi si gioca la panchina del Milan

Contro la Fiorentina Inzaghi si gioca la panchina del Milan

Dopo gli ultimi stenti la sua squadra deve battere la Viola «Le voci su Sarri? Ci rido su, ho la stima della società»

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MILANO. Teso e un po’ irritato. Non è stata una settimana semplice per Pippo Inzaghi, le critiche sono piovute copiose su lui e il Milan dopo il pari con il Verona. E già si fanno i nomi di possibili sostituti da Sarri a Montella, avversario di questa sera (fischio d’inizio alle 19).

Voci che infastidiscono Inzaghi, tanto che nella conferenza della vigilia risponde stizzito: «Non mi interessa. Sono concentrato sulla mia squadra e sul fare bene. Non sono mai stato preoccupato. Ho sempre sentito l'affetto della società. Ho un contratto e la stima di tutti. Il presidente mi chiama tutti i giorni e mi spiace soprattutto per i tifosi perché leggono cose non vere. Io c'ho fatto il callo, certe cose mi fanno ridere». Si difende dopo l'ennesima settima trascorsa sulla graticola. «La scelta di schierare Pazzini è stata mia, non ho bisogno di discutere le mie decisioni con la società. Se il risultato con il Verona fosse stato diverso voi avreste avuto altri giudizi, io i miei non li avrei cambiati», un'altra stoccata ai giornalisti presenti in conferenza. Ma, dichiarazioni a parte, il modo migliore per voltare pagina è una buona prova con la Fiorentina al Franchi. L'obiettivo del settimo posto annunciato da Galliani, sempre più vicino a tecnico e squadra, è ancora raggiungibile. Indispensabile, però, è non lasciare altri punti per strada. «Con la Fiorentina sarà una partita aperta, abbiamo avuto tanti giorni per prepararla e ci serve una grande gara, una prestazione all'attacco in cui ritroviamo le nostre giocate e recuperiamo punti. Perché siamo il Milan». E, ironia della sorte, dopo la settimana che avrebbe potuto determinare il suo addio al Milan, Inzaghi affronterà uno dei più autorevoli candidati a prendere il suo posto la prossima stagione. C'è Montella, e una sconfitta pesante potrebbe far scricchiolare ancora la panchina rossonera. L'ex attaccante, però, non ci pensa e per la guida dei viola ha solo parole di elogio: «Vincenzo è un amico. Gli auguro il meglio, da dopo la partita, e sono contento per la sua carriera. Io spero di rimanere il più a lungo possibile».

La speranza di Inzaghi è che la gara possa chiudere un inizio 2015 da incubo: in dieci partite solo due vittorie contro Parma e Cesena. Troppo poche per una squadra come il Milan. Oltretutto, quella con la Fiorentina sarà l'ultima gara in cui i rossoneri dovranno stringere i denti e sopperire ai tanti infortuni. Ci sarà Abate e in settimana torneranno Montolivo, Rami e De Sciglio.

Critiche a Inzaghi arrivano anche da Roberto Formigoni, tifoso rossonero ed ex governatore della Lombardia. «Il Milan - ha detto - una squadra senza capo né coda, affidata a un bravissimo ex calciatore senza l'esperienza necessaria. È lo stesso errore commesso con Seedorf. Sarri? Sta dimostrando di saper allenare al meglio una squadra come l'Empoli che non ha certo i giocatori del Milan». Quindi, un suggerimento: «Silvio Berlusconi deve restare sulla tolda di comando, lui capisce di calcio, non vorrei mai un Thohir rossonero».

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