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Modena, due canarini doc: Garritano e Martinelli

Modena, due canarini doc: Garritano e Martinelli

L’attaccante, snobbato da Novellino, è esploso con Pavan e il nuovo modulo Il giovane centrocampista, a lungo dimenticato, è l’uomo nuovo tra i gialli

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Il calcio a volte è questione di centimetri. Come quelli che l'assistente dell'arbitro Nasca, Carbone di Napoli, ha visto - sbagliando - nel fuorigioco di Granoche o come quelli del balzo con cui Da Costa ha negato il gol a Garritano. Uno che in quanto a centimetri non dovrebbe neppure cimentarsi in una serie B tutta muscoli e forza, perché Madre Natura gli ha donato un corpo da folletto, ma il maltolto, per quanto riguarda l'altezza, è stato compensato con la tecnica e il cuore. I centimetri non basterebbero per misurare la distanza che Garritano ha percorso al Dall'Ara, chilometri macinati ai mille all'ora su e giù per la fascia in una gara che lo ha visto assoluto protagonista: per due volte ha messo un compagno davanti alla porta e in un'altra circostanza gli è stata negata la gioia del gol per una prodezza del portiere avversario. A questo bisogna aggiungere un lavoro straordinario in fase di copertura e una presenza continua in tutte le azioni d'attacco, specialmente in un secondo tempo in cui Alessandro Martinelli, un altro che di centimetri non ne ha tanti, ha preso in mano il centrocampo canarino con una personalità da veterano, a discapito dei suoi 21 anni. Garritano e Martinelli, sono loro i due volti da copertina del derby di Bologna, due armi in più che Pavan ha saputo valorizzare dal suo arrivo in panchina. Le loro storie sono simili. Svizzero di Mendrisio il mediano, calabrese di Cosenza l'esterno, sono stati prelevati rispettivamente da Sampdoria e Inter a 16 e 14 anni, catapultati lontano da casa per sfondare nel mondo del calcio. Martinelli ha fatto la gavetta tra Portogruaro e Venezia in Lega Pro, Garritano, dopo qualche apparizione con la Beneamata, ha avuto subito la chance in serie B con il Cesena: entrambi hanno percorso la trafila delle nazionali giovanili. Ora si sono incontrati a Modena, ma l'impatto non è stato idilliaco, per usare un eufemismo. Se, infatti, Martinelli ha impiegato quasi 4 mesi a ritrovare la condizione dopo un infortunio, Garritano ha dovuto lottare con le esigenze tattiche di Novellino e di una squadra che poco era propensa a sfruttarne le caratteristiche. Ora tutto è cambiato e sono diventati due colonne. Il talento di Garritano è sotto gli occhi di tutti, è cristallino e si erge anche al di sopra di una partita così fisica come il derby di domenica, quello di Martinelli è meno evidente, ma lapalissiano ad un occhio attento. A Bologna ha preso il posto di Salifu, scelta rischiosa perché il ghanese non stava giocando male, e in pochissimi minuti ha permesso a tutta la squadra di alzare il baricentro: un po' incontrista e un po' regista, calamita a sé ogni pallone e lo trasforma in azioni d'attacco. Due armi in più per Pavan, che ha saputo rigenerarli e trovar loro la giusta sistemazione in campo. Senza badare ai centimetri.

Giovanni Balugani

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