Giani non è d’accordo «Ricky un fenomeno, Modena la più forte»
«“Sarto” fa benissimo a proteggere Parmareggio, dichiarando che la Lube è la squadra da battere, ma io non la penso come lui». Parole di Andrea Giani, fresco di nomina a ct della Slovenia, e...
«“Sarto” fa benissimo a proteggere Parmareggio, dichiarando che la Lube è la squadra da battere, ma io non la penso come lui».
Parole di Andrea Giani, fresco di nomina a ct della Slovenia, e soprattutto uno che a Modena c’è stato una vita e che con Ricardinho ha prima giocato, allenandolo poi.
«Per quanto ha fatto vedere Modena in questa stagione, vincendo la Coppa Italia ed esprimendosi sempre ad alto livello, io credo che vincerà la regular season. I gialloblù restano i miei favoriti nella corsa allo scudetto».
Nonostante un calendario non semplice.
«Al PalaPanini difficile che sia Trento che Treia possano vincere, quindi, Modena prima in regular season, a mio avviso, anche se spero di batterla quando verrà a farci visita a Verona».
Chiarito quale sarà la squadra che secondo Giani vincerà la prima fase della SuperLega, non resta che chiedergli quale sarà l’impatto di Ricardinho sul campionato.
«Partiamo dal fatto che secondo me lui è un fenomeno, integro fisicamente, visto quanto stava facendo in Brasile nei play off, e anche molto motivato. Per Treia un innesto fondamentale a questo punto della stagione, la Lube si rinforza sicuramente con lui, perché gli basteranno al massimo 3 minuti di orologio (e ve lo garantisco per esperienza... ) per trovare la palla con i nuovi compagni. Detto questo, ribadisco che io continuo a ritenere Modena più forte di Treia».
Giani compagno di squadra prima e poi allenatore di Ricardo, proprio a Modena.
«A chi sostiene che lui fosse un problema io dico che non ha capito nulla: lo era come lo sono tutti i campionissimi a cui piace solo e sempre vincere. Lui era come sono stati Fabio Vullo o Blangè ed anche come giocatore lo metto a questo livello».
«Da allenatore ho dovuto gestire un anno complicato, subito dopo la sua esclusione dalla nazionale Brasiliana prima delle Olimpiadi di Pechino. Non nego che i rapporti tra i brasiliani (in squadra c’erano anche Heller, Andrè, Sidao e Murilo) fossero non semplici, ma riuscimmo a controllarli. Chi sostiene che non vincemmo lo scudetto per quello si sbaglia, non successe per mille altre ragioni, non per quello ed anche perché proprio Ricardinho si infortunò prima dei play off».
Ricardinho e Bruninho.
«Posso dire che Bruno è molto bravo, ma dovrei allenarlo e viverci quotidianamente per poter fare un confronto con Ricardo, che per me resta un numero 1 assoluto».
Fabio Rossi
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