Consigli: «Sassuolo, continua a vincere però blinda la porta»
Il portiere: «Il successo sul Parma ci ha sbloccato, abbiamo tante gare che possiamo vincere anche senza subire reti»
Assieme ai propri compagni si è goduto il ritorno alla vittoria dopo quattro sconfitte consecutive, ma ancora una volta non ha potuto evitare di raccogliere un pallone dalla propria porta: Andrea Consigli subisce gol da 15 partite e nemmeno la sfida con il fanalino di coda Parma, quella che ha ridato vigore ai neroverdi, è riuscita ad invertire questa tendenza. E dire che nelle prime 12 giornate il Sassuolo aveva mantenuto per 5 volte la porta inviolata: l’ultima a Torino contro i granata, quando proprio il portiere milanese ci mise del suo parando un rigore a Sanchez Miño.
Consigli, partiamo dagli aspetti positivi: la vittoria con il Parma è stata un toccasana.
«Ci ha restituito grande fiducia. Adesso dobbiamo impegnarci per continuare a vincere, perché il calendario ci metterà di fronte ad avversari più abbordabili».
Nota negativa: il Sassuolo subisce gol da 15 gare di fila.
«Ci terrei molto a tornare a mantenere la porta inviolata. Domenica ci siamo andati vicino, ma il Parma ha segnato un gol fortunoso. Purtroppo hanno inciso anche i tanti problemi che abbiamo avuto a livelli di infortuni e defezioni, gli stessi che ci hanno fatto lasciare qualche punto per strada».
La gara di Empoli sarà un bel banco di prova.
«Affronteremo una squadra in salute, che gioca bene ed ha una grande organizzazione, ma lo stesso si può dire di noi. È una partita che giocheremo a viso aperto, per vincere».
Come valuti sin qui la tua prima stagione a Sassuolo?
«Sta andando bene e, soprattutto, ho una struttura e un allenatore che mi consentono di perseguire il mio obiettivo: continuare a migliorarmi quotidianamente».
Quando hai messo per la prima volta i guanti?
«Praticamente sin da bambino, attorno ai 5 anni: in casa mi tuffavo sempre».
Quali sono i tuoi modelli?
«Sono cresciuto con due idoli: quello di ogni portiere italiano, Gigi Buffon, o il messicano Campos, che al Mondiale di Usa ’94 mi faceva impazzire anche per le sue magliette variopinte. Oggi credo che Neuer sia il portiere completo per definizione».
La partita più bella della tua carriera?
«Quella di due anni fa a Cagliari: in 7 minuti parai due rigori, poi finii all’ospedale per una botta alla testa. Insomma, mi successe un po’ di tutto».
Sei rinomato anche per essere un para-rigori. C’è un segreto particolare?
«Il calcio si è evoluto, ci sono tanti mezzi per studiare gli avversari, il loro tipo di rincorsa e di tiro, ma l’istinto resta la dote fondamentale».
Marco Costanzini
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