L’inno alla prudenza di Castori: «Non è finita»
Il mister espulso al 77’: «Ternana più pericolosa nel primo tempo, noi perfetti dopo il vantaggio. Dedico la vittoria a Flavio Falzetti, un ragazzo scomparso»
TERNI. Sentire parlare Fabrizio Castori aiuta a capire perché, in pochi mesi, è diventato il "team leader" di questo Carpi sempre più lanciato verso la promozione in serie A. Non si esalta l'uomo nato per caso a San Severino Marche. Eppure è uno che ha vinto sette campionati e, con questo, a meno di clamorosi quanto improbabili colpi di scena, saranno otto. Ma il tecnico marchigiano non dà niente per scontato. "Mancano ancora dieci partite - dice cercando di allontanare la pressione - e sarà ancora dura sia per noi che per la Ternana". Quella del Liberati non è stata una marcia trionfale come all'andata. Ma tanto può bastare a questo Carpi. Capace di andare in gol alla fine di un primo tempo che, paradossalmente, è stato dominato sì in maniera quasi militare dalla squadra biancorossa. Ma ad avere le occasioni migliori è stata la Ternana. "Non è stata una partita facile. Quando arrivi a tre quarti dalla fine, le prove diventano sempre più difficili". Concreto e cinico il Carpi. Segno che questo è l'anno giusto per scrivere il suo nome tra le più grandi in assoluto della serie B. "Abbiamo disputato una partita di sostanza e concretezza. La svolta alla nostra gara l'abbiamo impressa sicuramente dopo il gol del vantaggio". Impossibile fare un paragone con il 3-1 dell'andata. Quando il suo Carpi, oltre a vincere, diede anche spettacolo. "Non è sempre facile conciliare il risultato con il bel gioco - spiega il tecnico carpigiano -. Da un po' di tempo a questa parte, siamo sempre in costante emergenza: non c'è partita che non manchino all'appello 5 o 6 giocatori". Poi si addentra nell'analisi della partita. Con lucida onestà ammette: "Nel primo tempo, la Ternana è stata molto più pericolosa rispetto a noi, ha creato di più ma non abbiamo sofferto tanto. Ma queste sono partite che si giocano sul filo del rasoio e si decidono su un episodio. Così è stato. Nel complesso, noi abbiamo messo in campo molta più concretezza". Una vittoria in Umbria con una dedica speciale quanto inaspettata. "Ho un pensiero particolare per questo successo. Lo dedico a Flavio Falzetti, un ragazzo straordinario che da due anni non c'è più, dopo aver lottato contro un "male bestiale", che è nato non lontano da qui e che ho conosciuto ai tempi della Monturanese".
Renzo Berti
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