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Gravina: «Modena resta la favorita»

Gravina: «Modena resta la favorita»

«La sconfitta subita contro Trento non cambia nulla: ha tutte le carte in regola per conquistare lo scudetto»

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«La sconfitta con Trento? Non cambia nulla, Modena può vincere lo scudetto».

Pasquale Gravina è stato uno storico avversario di Modena. Al Pala Panini ha giocato con le maglie di Falconara, Parma, Treviso, Macerata e Cuneo. Ha giocato con campioni come Giani e Bernardi nella Nazionale chiamata “generazione di fenomeni”. Di partite ne ha giocate e vinte parecchie. Abbandonato il parquet, è diventato presidente del Volley Treviso, nata dalle ceneri della Sisley, acerrima rivale dei gialloblù.

«Non è detto che arrivare primi sia una garanzia di vincere - ha spiegato Gravina - e allo stesso modo arrivare secondi o terzi non è uno svantaggio. Il campionato, così com’è strutturato purtroppo in Italia, è un solo un percorso di avvicinamento ai playoff. Quelli sono poi un’altra storia, in cui contano molto la condizione mentale e fisica con cui una squadra ci arriva. Modena può vincere lo scudetto».

Gravina ha di recente visto una gara al PalaPanini della nuova Parmareggio. Nel giudizio non ha dubbi.

«Non seguo le dinamiche della società giorno dopo giorno - ha risposto l’ex atleta molisano, tredici medaglie d’oro con la maglia azzurra - ma Modena è sicuramente una squadra che ha tutti i requisiti per puntare a vincere».

Pasquale Gravina è stato relatore in un evento sull’etica nello sport, organizzato nella sede del Corriere della Sera. Nel suo intervento ha discusso di regole, sacrificio e merito. Prima di chiudere ha spiegato l’importanza dell’insuccesso, lanciando inconsapevolmente un messaggio a coach Angelo Lorenzetti.

«Soltanto nelle sconfitte c’è un’occasione per crescere - ha detto al pubblico l’ex pallavolista - quando tutto va bene non ti fermi mai a pensare».

Un invito a riprendere gli allenamenti per migliorare ancora. Prima di andare c’è spazio per l’amarcord.

«Ho un bellissimo ricordo di Modena, è una tappa obbligata per chiunque ha giocato, gioca o giocherà o che abbia svolto la professione d’atleta nel palazzetto di Modena anche da avversario. Quando sei lì dentro sai, e se non lo sai hai problemi, che sei circondato da una storia e da una tradizione che si avvertono anche nella competenza del pubblico. Ciò da solo spiega la particolarità e l’unicità di Modena».

Gabriele Farina

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