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«Ferrari is back!» l’urlo del nuovo idolo nel nome di Schumi

«Ferrari is back!» l’urlo del nuovo idolo nel nome di Schumi

«Felicissimo: da bambino sognavo la macchina di Michael Era il mio mito e oggi guido la sua macchina, incredibile»

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Prima la gioia infinita alla radio in collegamento coi box appena tagliato il traguardo a zig-zag e poi la festa sul podio della Malesia in nome del “padre sportivo” Michael Schumacher. Numeri e sorprese a Sepang servite da Sebastian Vettel, il predestinato della Formula 1 capace di riportare in alto la Ferrari gi al secondo Gran Premio sulla Rossa facendo meglio di Re Schumi ai primi tempi a Maranello. Un fuoriclasse nato per vincere e che nonostante i suoi quattro titoli già in tasca scoppia in lacrime per l'emozione mentre sale le scale che lo portano alla premiazione tra salti stile Schumi e quel dito indice verso il cielo che sa di un passato e futuro fatto di trionfi.

E cos, dopo aver fatto grande la Red Bull, il più giovane campione del mondo della storia del Circus si catapulta sulle orme del suo mito ponendo le basi per un futuro radioso con il Cavallino Rampante.

“Mi sentite? Mi sentite? Grazie mille ragazzi, grazie, grazie, grazie, daiiii, forza Ferrari. Ferrari is back (la Ferrari è tornata)” le urla via radio dall'abitacolo del tedesco nato ad Heppenheim 27 anni fa e che, non appena vinta la sua prima corsa con la Rossa, è andato a sfiorare con la SF15-T il muretto del box per rendere onore ai suoi meccanici del capolavoro fatto a Sepang. '”Sono felicissimo, l'atmosfera strepitosa - aggiunge il pilota tedesco parlando sul podio dove riceve le congratulazioni sincere di Hamilton e Rosberg - li abbiamo battuti in una gara normale. È una giornata davvero speciale che porter sempre con me”. E con s Vettel porter per sempre i ricordi dei trionfi di un certo Schumi quando l'ex Red Bull era ancora bambino: “Mi ricordo il mio primo giorno a Maranello, io che da bambino sognavo di guidare quella macchina guidata da Michael Schumacher. Era il mio mito e oggi guido la sua macchina, incredibile”.

Una Rossa che grazie ai progressi aerodinamici e prestazionali fatti in inverno e alla classe indiscussa del quattro volte campione del mondo tornata a vincere dopo 676 giorni battendo i mostri della Mercedes. E se in Ferrari si affrettano a dire che bisogna tenere i piedi per terra, in Italia c'è già chi parla dell'inatteso quinto titolo di “Super Seb”.

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