Modena, non scherzare col fuoco
Il pareggio col Varese grande occasione persa per distanziare la zona playout che resta a 2 punti a 9 giornate dalla fine
I giocatori canarini lo hanno ripetuto in ogni salsa: «La gara contro il Varese non è da sottovalutare, ci dovremo sudare i tre punti». Viste le premesse ci si sarebbe dovuti aspettare un Modena da battaglia fin dai primi minuti del match ed, invece, quello di domenica è stato probabilmente l'approccio più soft della nuova gestione Melotti-Pavan. La squadra sembrava sedata, lenta ed impacciata nell'impostazione della manovra, tanto che lo stesso pubblico canarino, durante il possesso palla prolungato, si è spazientito. Un atteggiamento che la squadra, al di là del rigore ripetuto e sbagliato da Granoche, ha pagato con lo svantaggio e con una buona ora di gioco regalata agli avversari, che ne hanno saputo approfittare solo in parte. L'altra faccia della medaglia è il Modena dell'ultima mezzora, capace di creare almeno sette palle gol nitide, ma ancora non in grado di attivare il killer instict al momento giusto. Il mix dei due tempi ha prodotto un pareggio che lascia l'amaro in bocca, perché battere il Varese avrebbe significato mettere 4 punti dalla zona playout ed affrontare la trasferta di Avellino con minore pressione. Purtroppo il dna di questa squadra è stato mutato solo in parte da Melotti e Pavan, i difetti cronici restano e si palesano periodicamente, impedendo di agguantare la salvezza senza affanno. Contro il Varese è emerso in maniera ancora più eclatante il pessimo rapporto con il gol dei gialloblù: Granoche è una sicurezza (17 reti finore), gli altri attaccanti non hanno il necessario cinismo e senza gol non si vince, come ha ricordato lo stesso Diablo nel dopopartita. C'è poi il centrocampo, che continua a faticare terribilmente nell'imporsi e che soffre il periodo di appannamento di uomini come Signori e Schiavone che dovevano essere decisivi al pari di Salifu, ma che il Modena sta ancora aspettando. Fare processi a questo punto della stagione sarebbe ormai controproducente, ora serve lo sforzo finale per raccogliere l'ultima decina di punti necessaria alla salvezza, appoggiandosi ai segnali positivi visti contro il Varese: la reazione nel secondo tempo, la prova di Acosty, che sembra in grado di fare la differenza in questo finale di torneo, e la rabbia di Granoche, sempre più uomo-salvezza. Nove partite alla fine e due punti sui playout a denti stretti: una missione non impossibile per i valori della squadra, ma che non può e non deve essere né sottovalutata né fallita. Ad Avellino la prima di nove finali.
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