Trionfo e in città esplode la festa
Dopo il successo sul Bologna i tifosi invadono le strade e i bar inneggiando alla squadra e alla serie A
CARPI. Carpi provincia di Carpi a dispetto di tutti i Lotito del mondo. L’eco di una serata fantastica, sullo stile delle notti mundial, si è spinta prepotente dal Cabassi fino alle strade della città, dove tanti, tantissimi carpigiani, tifosi e non, si sono riversati per vivere di persona la favola che, ancora una volta, i biancorossi hanno regalato durante la partita contro il Bologna. E
E’ molto di più di un semplice quarto d’ora di celebrità, per scomodare Andy Wharol, quello che il Carpi fa vivere, contagiando di sano entusiasmo calcistico anche chi, fino a pochi mesi fa, non era avvezzo a classifiche e pallone. Lo sanno bene i tifosi che hanno scritto sullo striscione: “Lasciate ogni speranza fuori dal Cabassi voi ch’entrate” o chi ha intonato cori che scimmiottavano Claudio Lotito e i suoi strali.
E proprio Lotito che il prossimo anno dovrà far visita al Carpi anche se ancora i biancorossi non hanno trovato una casa definitiva. Sarà ancora il Cabassi, come vorrebbero i tifosi, sarà il Braglia, come non vorrebbero i tifosi, sarà Parma, l’ultima delle ipotesi? Il tempo dirà.
Intanto Carpi Doceto. L’hanno capito anche alcuni supporter del Bologna che, in tribuna, hanno stretto la mano ad alcuni carpigiani complimentandosi, andando via qualche minuto prima della partita, appena intuito che il 3 a 0 avrebbe tributato di lì a poco una nuova, schiacciante, vittoria alla capolista.
E il tripudio si è esteso dallo spogliatoio alle vie vicine allo stadio: alcuni tifosi hanno iniziato a suonare clacson e a fare caroselli su via Ugo da Carpi verso il monumento a Dorando Pietri, al termine del match. Un trionfo smorzato sul nascere da qualcuno che, per scaramanzia, non vuole cantare vittoria fino a quando non arriverà anche la matematica a regalare la promozione, per dirla alla Castori.
E il miracolo del Carpi Calcio lo si tocca con mano al bar Madera di via Garagnani, dove decine e decine di tifosi hanno inneggiato al “Carpi solo a Carpi”.
Dopo la partita, è stato dimostrato ancora una volta come lo sport sia il migliore collante tra le persone e possa unire la gente verso un obiettivo comune molto più di altre ricette. E possa rafforzare l’orgoglio per il proprio territorio in un momento di crisi economica e svolta necessaria. “Non ho mai visto così tanti tifosi qui al Madera” confessa un supporter biancorosso fino al midollo mentre brinda al successo del 3 a 0.
E poi cori su cori, proseguiti fino a tarda notte tra una birra, brindisi al sapore di lambrusco e genuinità, e lo sventolio delle bandiere trasferite dal Cabassi in via Garagnani.
Il Madera traboccava di supporter, talmente tanti da occupare buona parte della carreggiata in uno splendido colpo d’occhio biancorosso: chi indossava un cappello, chi una bandiera, chi altri accessori rigorosamente con i colori della squadra del cuore.
Che anche mercoledì sera ha saputo scrivere un nuovo capitolo di un miracolo che soltanto fino a poco fa sembrava incredibile. Anche ieri non si parlava d’altro in città: del cuore biancorosso, pulsante e sgorgante di vita come non mai. L’hanno dovuto ammettere anche i residenti a Carpi che tifano Bologna.
“La mia città è Bologna, poi mi sono sposato e mi sono trasferito qui – chiosa Alberto Santi, uno dei tanti supporter rossoblù che abitano alla Corte dei Pio – il Carpi si merita di essere dov’è. I giocatori hanno fame e si vede da come hanno giocato la partita”.
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