Bertacchini tradita dalla scherma dà l’addio alla Coppa del Mondo
Alessandra Bertacchini saluta la Coppa del Mondo. A Roma la portacolori del Pentamodena chiude con 968 punti, ottantotto meno dell’ultima delle qualificate. Per la neoventunenne ne giungono 166 nella...
Alessandra Bertacchini saluta la Coppa del Mondo. A Roma la portacolori del Pentamodena chiude con 968 punti, ottantotto meno dell’ultima delle qualificate. Per la neoventunenne ne giungono 166 nella prova di scherma, 275 nel nuoto e 527 nella prova combined, che unisce tiro e corsa.
«La scherma è andata male - riconosce al termine l’atleta, nona allo Swiss Women International - bene invece il nuoto e abbastanza bene il combined. Purtroppo non passerò alla finale. Tuttavia è stata una bella esperienza, che soprattutto mi aiuta a crescere».
Quest’anno Alessandra Bertacchini ha deciso di impegnarsi esclusivamente nello sport.
«Ho terminato la scuola - spiega l’ex studentessa dello Zanelli - e mi dedico per un anno solo al pentathlon. Da questo sport ho avuto tantissimo, grazie anche ai sacrifici: spero di continuare su questa strada».
Per lei è stata una passione di famiglia: «I miei genitori erano pentatleti, anche mia sorella aveva iniziato prima di smettere. Da piccola sono partita con il nuoto e la corsa. Ho cominciato con l’equitazione a cinque anni. Da quando sono in prima superiore mi dedico al pentathlon moderno».
Oltre alla maglia azzurra, Alessandra veste spesso di rosso: sono i colori del Pentamodena, che ha da poco siglato un accordo con Unimore. L’università di Modena e Reggio s’è impegnata a favorire l’accesso agli alloggi per studenti tesserati con la società di strada San Faustino; metterà a disposizione l’ufficio Benefici per gli interessati e fornirà consulenze individuali. Gli atleti-studenti avranno tutor che li affiancheranno nelle varie fasi della vita accademica. Inoltre, saranno periodicamente monitorati nel loro percorso universitario. Senza dimenticare incentivi per la mobilità internazionale, in entrata e in uscita, per atleti e dirigenti. L’accordo segue quelli siglati con Modena Volley, Pallacanestro Reggiana e Rugby Reggio.
«È un’ulteriore opportunità per diffondere la cultura dello sport nel nostro ateneo - ha spiegato il rettore, Angelo Andrisano - abbiamo avuto diversi campioni, speriamo di averne di nuovi». «Gli atleti sono abituati a grossi sacrifici - ha detto Pier Paolo Alessandro, presidente della società - avere un aiuto dell’università è estremamente importante». «Faccio quattro allenamenti a settimana - ha riconosciuto Paolo Fontana, schermidore e studente di Farmacia - la scherma è una disciplina che insegna tanti valori. Aiuta anche molto per la concentrazione, non solo nello sport ma in tutto». A loro volta, alcuni atleti diventano insegnanti. «Teniamo anche corsi di nuoto - ha confermato Gloria Cardone - siamo studenti e atleti». «Siamo sempre a respirare cloro», ha ribadito Alessandro Manfredini.
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