Taibi: «Il Modena ha capito che sta giocando col fuoco»
Il diesse: «Nessuno si aspettava di trovarsi in questa situazione, ma ci siamo e bisogna uscirne. I giocatori sentono la responsabilità di arrivare alla salvezza»
La settimana di avvicinamento alla sfida salvezza di domani contro l'Entella non è stata come tutte le altre: importantissima la posta in palio, a tal punto che i giocatori sono stati tenuti lontani da microfoni e taccuini; scelta della società che ha preferito non venisse dispersa alcuna energia mentale. Ecco perché, dopo la conferenza stampa fiume di Caliendo, ora è il diesse Massimo Taibi a prendere la parola e spronare l'ambiente verso la compattezza, perché domani è vietato sbagliare. Prima, però, un passo indietro sulla tanta discussa decisione di sospendere il ritiro dopo appena due giorni.
RITIRO UTILE «Da giocatore ne ho vissuti di ogni genere: quelli che dovevano durare due giorni e poi sono durati tre settimane oppure quelli che dovevano essere infiniti e sono terminati in fretta. Non ci sono regole sui ritiri, dunque non vedo nulla di anomalo nella decisione di terminarlo dopo due giorni. Tra l'altro non stiamo parlando di una misura punitiva, presa per colpire una mancanza di professionalità della squadra, tutt'altro. La decisione di vivere e dormire insieme è arrivata nelle immediate ore successive al ko di Avellino perché, tenendo conto anche della sosta di tre giorni per le vacanze pasquali, vi era la necessità di ritrovarsi e di compattarsi: trovare una maggiore concentrazione, questo era l'obiettivo del ritiro. Quando abbiamo intuito che i ragazzi avevano capi to benissimo il momento delicato abbiamo ritenuto opportuno interromperlo».
VIETATO FALLIRE «Nessuno di noi si sarebbe aspettato di trovarsi in questa posizione di classifica, ma arriviamo da una stagione tribolata, in cui alle nostre problematiche si è aggiunta anche la sfortuna e qualche errore arbitrale, e dunque dobbiamo essere realisti. Significa essere compatti e parlarsi, come abbiamo fatto in questi giorni e i giocatori hanno capito alla perfezione la responsabilità che hanno e l'importanza della partita contro l'Entella. In questi momenti quello che conta di più è l'unità di intenti, ovvero la coesione tra tutte le componenti: squadra, tifosi e stampa. Perché perdere la categoria sarebbe un danno per tutti: salviamoci e a giugno tireremo le somme».
GOL ED ESPERIENZA «Quello che mi preoccupa non sono i gol, ma l'attenzione nell'arco dei 90 minuti. La squadra crea tanto, sarei preoccupato se non fossimo in grado di procurarci occasioni da rete. Chi può essere l'uomo gol oltre a Granoche? Fosse per me anche Pinsoglio, non è importante chi. Comunque mi aspetto che in momenti delicati come quello attuale siano gli uomini di maggiore esperienza ad accompagnare, soprattutto dal punto di vista mentale, il resto della squadra, anche se devo dire che la parte più giovane dello spogliatoio ha capito che è il momento di cambiare marcia. Speriamo e crediamo nella salvezza».
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