L’ex Zampagna, il re delle rovesciate «Denis mi ha imitato, tocca a Zaza»
Il calcio, Riccardo Zampagna, l’ha sempre vissuto alla rovescia: non è un caso che il libro da lui scritto dopo aver appeso le scarpette al chiodo si intitolasse proprio così e che oggi, a 40 anni, l’...
Il calcio, Riccardo Zampagna, l’ha sempre vissuto alla rovescia: non è un caso che il libro da lui scritto dopo aver appeso le scarpette al chiodo si intitolasse proprio così e che oggi, a 40 anni, l’ex bomber ternano preferisca dedicarsi alla sua tabaccheria nonostante un ruolo da opinionista in Rai. Il calcio alla rovescia, miglior fotografia per descrivere la vita di chi ha sempre combattuto lo stereotipo del calciatore moderno, faticando a confrontarsi con un mondo lontano da quei valori di umanità e normalità da lui incarnati sempre con fierezza. Perché Zampagna il mondo lo ha sempre amato sottosopra, proprio come fosse una di quelle rovesciate che da giocatore erano il suo marchio di fabbrica e con le quali ha infiammato i tifosi di tutta Italia, in particolare quelli di Atalanta e Sassuolo. Chi meglio di lui, dunque, avrebbe potuto commentare la spettacolare rovesciata con la quale Denis, domenica scorsa, ha mandato in visibilio lo stadio Atleti Azzurri d’Italia e lasciato a bocca asciutta i neroverdi? Anche perché a Bergamo la rovesciata sembra proprio essere di casa, visto quanto già fatto vedere da Pinilla in questa stagione e soprattutto da Zampagna nei suoi trascorsi in nerazzurro. «La rovesciata è imprevedibilità e rapidità di esecuzione – ha raccontato alla Gazzetta dello Sport – ma serve anche tanto impegno: finito l’allenamento io mi fermavo anche più di mezzora per provarne e riprovarne. In carriera credo di avere segnato almeno una ventina di gol in rovesciata. Pinilla e Denis hanno dimostrato di saperci fare, eccome».
A suon di rovesciate, non sempre riuscite ma mai banali, Zampagna ha incantato anche il pubblico di Sassuolo e oggi vede un suo possibile erede proprio con quella maglia neroverde da lui indossata per due stagioni: «Zaza potrebbe regalarci qualche soddisfazione, perché per cercarsi certi rischi bisogna essere un po’ svitati come me. In senso buono».
Marco Costanzini
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