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Il calcio all’arbitro costa 5 anni di squalifica a Minà

di Matteo Florini
Il calcio all’arbitro costa 5 anni di squalifica a Minà

Dilettanti. Esemplare provvedimento nei confronti del 19enne portiere, il Colombaro perde a tavolino. Sei turni di stop a Manolescu della Pavullese

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Quello di domenica scorsa è un stato un turno di dilettanti caratterizzato da molti episodi di violenza e polemica arbitrale che hanno reso la vita difficile ai direttori di gara e hanno accumulato lavoro extra per il giudice sportivo. Il provvedimento più atteso era quello nei confronti del portiere del Colombaro Elio Minà (’96) che - come recita il comunicato - durante la gara con il Sant’Agostino, in seguito alla notifica dell’espulsione, ha reagito rifilando un calcio al costato al direttore di gara facendolo cadere a terra. Nella caduta l’arbitro batteva la nuca sul terreno di gioco accusando giramenti di testa e intenso dolore e veniva poi soccorso dal medico del Colombaro. Il giudice non ha fatto sconti: squalifica di 5 anni a Minà che potrà quindi tornare a giocare il 12 aprile 2020 e, come previsto, vittoria a tavolino per 3-0 al Sant’Agostino. Inoltre si pongono a carico del Colombaro i danni arrecati alla porta d’ingresso dello spogliatoio se ed in quanto richiesti. Il più recente episodio di una gravità simile nel modenese risale al 29 gennaio 2012. lahoucine El Aissaoui allora alla Vignolese aveva colpito al volto il direttore di gara con una manata ricevendo una squalifica di due anni. Ma non è finita perché la pressione del finale di stagione ha fatto scatenare molti dirigenti e giocatori dei dilettanti e allora ecco che il Formigine si ritrova a dover pagare una multa salatissima, il dirigente del Concordia Pelatti si prende una squalifica di quasi 2 mesi per aver lanciato la bandierina contro l’arbitro e infine Manolescu della Pavullese prende sei turni.

SQUALIFICATI

Serie D Multa di 800 euro al Formigine perché persona non iscritta in distinta, entrava nel corso dell’intervallo nello spiazzo antistante lo spogliatoio arbitrale contestandone l’operato. 1 g.: Benedetti, De Vecchis e Essel (Formigine).

Eccellenza 1 g.: Nichola (Castelvetro), Alicchi (Fiorano), Nicoletti (San Felice). Promozione. Gare dell’8 aprile. 1 g.: Boni (La Pieve), Altafini e Ciarlantini (Monteombraro). Gare del 12 aprile. 6 g.: Manolescu (Pavullese) espulso per grave atto di violenza nei confronti di un giocatore avversario, inoltre dopo l’espulsione, il giocatore colpiva con uno schiaffo il cartellino del direttore di gara. 2 g.: Fennino (Colombaro). 1 g.: Vecchi (Colombaro), Pecorari (La Pieve), Ridjic (Monteombraro).

Prima. Gare del 10 aprile. 1 g.: Sala (Maranello). Gare del 12 aprile. Inibizione fino al 13 giugno per Pelatti (dirigente Concordia) perché allontanato per proteste reagiva insultando l’arbitro e gli lanciava contro la bandierina. A fine gara cercava di impedire all'arbitro il rientro nello spogliatoio. Inibizione fino al 29 aprile per Bedini (dir. Lama). 1 g.: Ferraresi e Sintim Pako (Camposanto), Giannuzzi (Cavezzo), Cavani e Regattieri (Concordia), Amadei e Gabrielli (Ganaceto), Sanna (Gorzano), Migliori (Lama), Cerlini e Fiorillo (Nonantola), Enock (Polinago), Guerra e Quaquarelli (Ravarino), Salami (Real Panaro), Michelin (Vis San Prospero).

Seconda Ferrara. 1 g.: Biondi (Massese)

Ricorso. Durante Sporting Pievecella-Ravarino di domenica sul risultato di 1-1 l’arbitro assegnava un rigore per i reggiani, Righini dal dischetto si faceva parare il tiro, ribadendo però in rete sulla respinta del portiere. Sarebbe il 2-1 ma l’arbitro annulla e fa riprendere il gioco con una palla a due. Il giudice ha deliberato che lo Sporting Pievecella non ha rispettato i termini procedurali di abbreviazione previsti per le ultime 4 giornate e dichiara per tanto inammissibile il reclamo ed omologa il risultato di 1-1 conseguito sul campo.

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