Ora Nonantola vuole tenersi il Rapid
Pallamano. L’assessore allo sport Ghidoni: «Faremo il possibile perché resti»
«Siamo affezionati al Rapid, faremo tutto il possibile».
Daniele Ghidoni, assessore allo Sport di Nonantola, interviene dopo la storica promozione della squadra di pallamano nel massimo campionato. Sia il presidente Darco Sighinolfi sia l’allenatore Luca Montanari hanno già ricordato che il Pala Alighieri non è a norma per la serie A. «C’incontreremo con la società - ha detto Ghidoni - vedremo ciò che si riesce a fare. Loro sanno già che fare un intervento implica una spesa piuttosto significativa. Il confronto non è un problema. Siamo in un’Unione di Comuni. Sappiamo che è un disagio spostarsi, faremo tutto il possibile, ma non posso fare promesse». Esclusa la soluzione di un nuovo palazzetto, l’unica carta “nonantolana” sarebbe ampliare l’impianto. Un’ipotesi su cui pendono due elementi non indifferenti: tempi e costi. «La vedo dura - ha risposto l’assessore - se domani arrivasse un benefattore con trecentomila euro per adeguare l’impianto faremmo tutto il possibile. Piacerebbe dire di sì a tutti, ma a volte bisogna dire di “no” oppure “adesso vediamo”». Le soluzioni più plausibili restano quindi Ravarino o Sant’Agata. Ghidoni ha confermato che «daremo alla società le migliori condizioni possibili, poi sono liberi di andare dove vogliono». Dopo quanto detto da Sighinolfi, anche l’assessore ha espresso dubbi sul PalaPanini, «per i costi di gestione non indifferenti: siamo tutti in sofferenza». Se il Rapid non dovesse rimanere a Nonantola con la prima squadra, potrebbe senz’altro farlo con tutte le squadre giovanili. Un po’ come la Terraquilia se dovesse lasciare via Peruzzi. Il club biancorosso ha già dovuto giocare lontano da Carpi per esigenze tv o europee e il nuovo Pala Cibeno non sarà a norma. «Con Carpi abbiamo un problema comune - ha detto Ghidoni - la nostra palestra è nata per la scuola, poi le condizioni sono cambiate. I tifosi comunque non sono solo legati al territorio. Ben vengano da Ravarino, Modena e Castelfranco. Più ampliamo il bacino di pubblico meglio è».
Gabriele Farina
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