Brighi: «Sassuolo, voglio battere il Toro e trovare il gol»
Il centrocampista l’anno scorso segnò due reti ai neroverdi in maglia granata ma da allora è rimasto a bocca asciutta
Fosse ancora il suo tecnico, Giampiero Ventura non avrebbe alcun dubbio sul fatto di schierarlo titolare in Sassuolo-Torino. Quello che accompagna Matteo Brighi alla sfida dell’ex con i granata, infatti, è un destino molto curioso: nella passata stagione, il centrocampista 34enne segnò i suoi unici due gol proprio contro il Sassuolo, dividendoli equamente tra sfida d’andata e ritorno, e l’ultimo di questi arrivò prima di approdare alla corte di Eusebio Di Francesco. Da quel momento, però, per Brighi la rete è diventata una chimera e chissà che non possa essere proprio la sfida con la sua ex squadra a risvegliare quel fiuto per il gol che lo ha sempre contraddistinto. «Speriamo che possa essere la volta buona – ha raccontato – perché effettivamente il gol inizia a mancarmi, visto che in ogni campionato sono quasi sempre riuscito a farne almeno uno. Sarebbe ancor più bello se riuscissi a regalare al Sassuolo una vittoria».
Quanto sarebbe importante ritrovare subito i tre punti?
«Molto, perché 6 sconfitte nelle ultime 8 gare non rispecchiano il nostro valore. Dobbiamo guardare il bicchiere mezzo pieno, pensando che abbiamo raggiunto in anticipo l’obiettivo stagionale, ma anche essere consapevoli che si può fare di più, perché i mezzi ci sono e abbiamo dimostrato di potercela giocare con tutti quando siamo il vero Sassuolo».
Cosa è mancato a Bergamo?
«Un po’ di cattiveria e determinazione, non siamo stati brillanti come contro il Chievo e l’Atalanta ha dimostrato di avere più fame di noi».
C’è una ragione in questa inversione di rendimento rispetto all’andata?
«La squadra è stata un po’ spremuta quando la sfortuna ha tolto di mezzo tanti giocatori: questo ha inciso al pari di episodi e cali di tensione. Ora, però, dobbiamo lavorare a testa bassa sapendo che possiamo fare meglio».
Con il Torino sarai l’ex della gara. Cosa c’è da temere della squadra granata?
«Ventura è un allenatore preparato. La classifica attuale e l’eliminazione agli ottavi di finale in Europa League dimostra meglio di ogni altra cosa il valore dei miei ex compagni».
Qual è il ricordo più bello della tua esperienza a Torino?
«Ho vissuto un anno e mezzo intenso, dove ho dato e ricevuto tanto. L’applauso che mi hanno dedicato i tifosi nella gara di andata è un riconoscimento che mi ha fatto piacere». (m.c.)
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