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Da Re: «A Trento il 10%, Parmareggio la più forte»

Da Re: «A Trento il 10%, Parmareggio la più forte»

«Al PalaPanini le belle non si vincono, per puntare allo scudetto ho sempre detto che sarebbe stato fondamentale arrivarle davanti in regular season»

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Non ama molto parlare di Modena e del suo passato, ma Bruno Da Re, direttore generale dell’Energy T.I. racconta la stagione vissuta a Trento.

«Confesso di essermi sbagliato: mai avrei immaginato di vincere la regular season».

E poi tanto per mettere le carte in tavola subito dopo aggiunge: «Lo scudetto? In tutta la mia carriera sportiva mi sono sempre trovato d’accordo con un detto “Se sei arrivato fino a questo punto qualcosa può anche succedere, ma se non ci fossi arrivato saresti già davanti alla televisione a vedere le partite degli altri”. E invece noi siamo qui e ora vediamo che cosa succederà».

Un modo elegante per dire che anche lui, come il Real Madrid un anno fa, insegue la sua “decima”, anzi il decimo.

«Non ho mai nascosto di avere questo sogno, di scudetti ne ho vinti nove, mi piacerebbe arrivare a dieci, ma so anche che sarà difficile riuscirci».

Perché? Presto detto.

«A Trento do il 10% di possibilità, non di più, il resto dividetelo come volete. Percentuale molto bassa dite? Sì, perché c’è una squadra cui ne va attribuita una molto alta, una squadra più forte di tutte le altre: Modena è chiaramente la più forte».

La regular season però l’ha vinta Trento, non Modena.

«Questo è forse l’unico aspetto che dà un po’ di incertezza alla stagione, sempre che arriviamo noi in finale. Quest’anno poi non c’è il V-Day, la finale si gioca al meglio delle cinque partite e se Modena avesse vinto anche la regular season la stagione sarebbe già finita».

In che senso?

«Sono stato 5 anni a Modena da dirigente e l’ho affrontata per 25 da avversario: le “belle” di una finale dei play off a Modena toglietevi dalla testa di poterle vincere, al PalaPanini non si vince. Io di scudetti a Modena con la Sisley ne ho vinti 2, ma non erano spareggi. Aver tolto il fattore campo a Modena in una eventuale finale arrivando primi nella regular season è ciò che tiene viva la stagione».

Prima di una finale tra Modena e Trento ci sono però delle semifinali da giocare.

«Credo che il campionato abbia detto la verità: in semifinale sono arrivate direttamente le due squadre che hanno caratterizzato tutta la regular season, le società che hanno investito e lavorato in modo migliore».

Lube e Perugia alla bella stasera: se lo aspettava?

«Dopo gara 1 pensavo che Perugia non sarebbe riuscita a riaprire la serie. Sì, credevo proprio che Verona questa volta ce l’avrebbe fatta e avrebbe chiuso in casa. Vedremo cosa accadrà questa sera. La Lube? Io penso che alla fine andrà in semifinale, perché Latina ha qualche problema fisico di troppo. Treia secondo me riuscirà a qualificarsi».

Con Monopoli o con Ricardo in cabina di regia?

«Con Monopoli».

Tornando alla parte riflessiva: ci dica, Modena le manca?

«Certo che mi manca, come potrebbe non mancarmi? Sono stato molto fortunato ad avere questa opportunità a Trento. Ottima società, grande pubblico, idee chiare, ottimo staff e un grande allenatore».

Parla di Stoytchev, lei sa vebe quanto sia “non amato” a Modena.

«Lo so, ma posso garantire che quest’anno il primo posto in regular season è per buona parte merito suo. Guardate solamente quanto sono cresciuti Lanza e Solé».

Per chiudere: le brucia ancora la sconfitta di Bologna in Coppa Italia?

«Mi dispiace aver perso quella partita, perché è l’unica in cui i ragazzi non sono riusciti a lottare. Anche se è vero che all’inizio di quel quarto set c’è chi ci mise del suo».

Non teme che con Modena in una eventuale finale la storia potrebbe ripetersi?

«Credo e spero proprio di no. Poi, stavolta non giocheremo in una partita unica, ma in tre su cinque, senza bella al PalaPanini».

Lei sa cosa diceva Giovannio Vandelli? “È quasi meglio avere due partite al PalaPanini, perché quelle si vincono di sicuro, poi una delle tre in trasferta a casa la portiamo...”.

«Sono d’accordo con lui, aveva ragione, ma io intanto preferisco dire che la bella, dovessimo mai arrivarci, non la giocheremo al PalaPanini».

Fabio Rossi

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