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Falivene difende i tifosi di Latina «Nessun razzismo»

di Francesco Cottafava
Falivene difende i tifosi di Latina «Nessun razzismo»

Il presidente al contrattacco: «I cori contro N’Gapeth? Non di questa natura, solo sfottò che si sentono ovunque»

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La gara 1 di semifinale tra Modena e Latina, che ha visto il successo della formazione gialloblù per 3-2 dopo una lunghissima battaglia, si è lasciata alle spalle una polemica sul presunto tono razzista di alcuni cori dei tifosi laziali all'indirizzo di Earvin N'Gapeth. Polemica nata dalle parole del presidente di Modena Volley, Catia Pedrini, che intervenuta a fine gara in conferenza stampa aveva dichiarato, premettendo però che lei non aveva sentito nulla, che c'erano stati degli “insulti dallo schifoso tono razzista”; aggiungendo un dettaglio pesante alle parole precedenti di Angelo Lorenzetti, il quale aveva condannato i cori all'indirizzo di N'Gapeth. La presidentessa gialloblù ieri pomeriggio, attraverso la sua pagina Facebook, ha corretto il tiro spiegando che non aveva nessuna intenzione di etichettare come razzista la curva di Latina. Anche perché, da parte dei supporters pontini, non è arrivato nessuno coro razzista all'indirizzo dello schiacciatore francese, ma un “Scemo! Scemo!” che si sente in tutti i palazzetti di Italia ogni domenica, compreso il PalaPanini quando accoglie rivali storici come il tecnico trentino Radostyn Stoytchev, giusto per citarne uno. Cori sicuramente non eleganti, ma che fanno parte da sempre anche di uno sport come la pallavolo che spesso si autodefinisce come il più educato e corretto. Il presidente di Latina, Gianrio Falivene, disinnesca qualsiasi tipo di polemica spiegando come, al principio di tutto, ci sia un grosso equivoco: «E' nato tutto da un grosso equivoco, anche perché il presidente Pedrini ha premesso che non aveva sentito nulla e qualcuno glielo aveva riferito. E' stata una catena di fraintendimenti a partire dal gesto di N'Gapeth dopo il suo punto, che non era riferito ai tifosi di Latina ma ad un suo amico in tribuna. In ogni caso i miei tifosi hanno cantato le cose “classiche”, che si sentono sempre. Non c'è stato nessun coro razzista, semplici sfottò. Mi stupirei che venisse ingigantito un qualcosa che non ha nulla di concreto».

Il presidente di Latina passa poi ad analizzare gara 1 della serie di semifinale, proiettandosi già verso gara 2.

«Quando hai in squadra giocatori del livello di Bruno e N'Gapeth, senza dimenticare tutti gli altri, che giocano come hanno fatto nei primi due set, noi non possiamo contrastarli. Anche perché nessun'altra squadra può farlo. Modena è la candidata numero uno per lo scudetto. La mia squadra dal punto di vista del carattere non mi sorprende più, io dico che per ucciderci devono spararci a pallettoni. Se gli altri saranno più bravi gli faremo i complimenti, ma noi siamo coscienti che nelle nostre opzioni per gara 2 non è contemplata la sconfitta. Il nostro problema più grave al momento è la situazione dell'infermeria, visto che giocano sempre gli stessi da oramai tantissimo tempo. In una serie del genere la condizione fisica conta tanto, per noi potrebbe essere un handicap. Ma in questo momento, citando Garibaldi, qui si fa l'Italia o si muore».

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