Sassuolo fantasma ai piedi di superman Toni
A Verona prova disastrosa dei neroverdi con un uomo in più per 70'. Spettacolare doppietta del cannoniere modenese per il 3-2 finale
Se per Luca Toni gli aggettivi sono finiti, per il Sassuolo scegliete a vostro piacere: spento, demotivato, distratto, rassegnato. Verona è di nuovo fatale per i neroverdi, incappati in una delle peggiori prestazioni stagionali e incapaci di sfruttare la superiorità numerica durata quasi quanto l’intera partita, dal 18’ del primo tempo, quando Rafael tocca col braccio fuori dall’area di rigore per fermare Sansone. L’espulsione del portiere scaligero dovrebbe schiudere le porte della vittoria ai neroverdi e invece mette il turbo agli uomini di Mandorlini, guidati da uno straripante Luca Toni, incurante del tempo che passa. E il Sassuolo? Non pervenuto o quasi: soprattutto nella ripresa, quando il muro eretto da Mandorlini non viene praticamente mai scalfito dai neroverdi, nonostante Di Francesco si giochi tutte le carte offensive a disposizione. Il mal da trasferta prosegue – il Sassuolo, su sette gare esterne nel girone di ritorno, ha raccolto soltanto un punto a Marassi – ma quello che più preoccupa il tecnico neroverde è l’atteggiamento dei suoi, che in molti casi sembrano con la testa già in vacanza. Urge una reazione d’orgoglio, perché l’aver raggiunto con largo anticipo l’obiettivo stagionale non giustifica prestazioni come quelle del Bentegodi.
SUPERIORITA’ NUMERICA? Appaiate in classifica e già al sicuro, Hellas e Sassuolo si presentano all’avvio del match nelle condizioni migliori per giocare una partita senza grandi assilli. Di Francesco schiera la formazione annunciata: ancora fuori Gazzola e Vrsaljko (oltre ai vari Antei, Terranova, Magnanelli), largo al 3-4-3, con Lazarevic a fare l’esterno di centrocampo e Sansone nel tridente insieme a Zaza e Berardi. Dopo le prime scaramucce, il match si infiamma al minuto 18. Sansone scatta in posizione regolare e Rafael, per fermarlo, tocca il pallone col braccio fuori dall’area di rigore. Il braccio sembra molto vicino al corpo e l’arbitro opta per la volontarietà: cartellino rosso per il portiere e Mandorlini costretto, dopo poco più di un quarto d’ora a spendere il secondo cambio (aveva già perso Jankovic per infortunio) per inserire il secondo portiere Benussi al posto di Valoti. Il Sassuolo sembra in grado di approfittare della superiorità numerica e con Zaza, Acerbi e Sansone costruisce tre palle gol che fanno tremare il Bentegodi: ma la buona vena dei neroverdi si esaurisce in fretta. Al 30’ infatti, Sala trova il corridoio giusto per Juanito Gomez (uno abituato a far male al Sassuolo…), che batte sul tempo Cannavaro e supera Consigli con un cucchiaio morbido. La reazione del Sassuolo è confusa ma, dopo cinque minuti, arriva il pari, con la gentile collaborazione di Moras: Sansone scappa a sinistra e il difensore, nel tentativo di anticipare Zaza, spedisce alle spalle del proprio portiere, per il più classico degli autogol. Ristabilita la parità, il Sassuolo pregusta una ripresa in cui finalmente far fruttare la superiorità numerica.
TONI MONUMENTALE Di Francesco ci crede e, prima del quarto d’ora della ripresa, abbandona il 3-4-3 per uno spregiudicato 4-2-4, con Floccari in campo assieme a Zaza, Berardi e Sansone e Biondini arretrato nel ruolo di terzino destro. Nemmeno il tempo di registrare il nuovo assetto che il ciclone Toni si abbatte sulle fragilità difensive dei neroverdi. Prima (al 63’) l’attaccante modenese scatta in posizione sospetta su assist di Gomez e, da due passi, batte Consigli. Ma la rete del sorpasso non placa la fame di Toni, che al 73’ difende col fisico un buon pallone, scappa alla guardia di Acerbi e Brighi e in diagonale, col mancino, fulmina di nuovo Consigli. Il Bentegodi è in delirio e il Sassuolo sembra incapace di reagire: il prolungato possesso palla neroverde si infrange puntualmente sulla trequarti, con Benussi sostanzialmente inoperoso, protetto da una fase difensiva perfetta che annulla la superiorità numerica di Missiroli e compagni. Di Francesco si sbraccia, chiede ai suoi di allargare il gioco sugli esterni ma, nonostante l’uomo in più, il Sassuolo trova il secondo gol soltanto sui titoli di coda, quando Floro Flores – buttato in campo al posto di Sansone – converte in gol, da due passi, uno splendido assist di Missiroli. E’ l’89’ ma questo Sassuolo avrebbe bisogno di ben altro, rispetto ai due minuti di recupero, per trovare un pareggio che, a conti fatti, non sarebbe nemmeno meritato. Mercoledì al Mapei arriva la Roma: senza Berardi, squalificato, il Sassuolo è chiamato ad un sussulto d’orgoglio.
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