Modena città “comanda” con Cittadella e Saliceta
Cantaroni: «L’ultima partita col Real sarà tremenda». Il presidente Capone: «Il campionato lo possiamo perdere solo noi». Che tris con la Rosselli Mutina
Gli interessati tocchino pure ferro, ma la prossima domenica si chiuderà una stagione (play off e play out a parte) che potrebbe passare alla storia per le squadre di Modena città. Alla già acquisita promozione in…Promozione della Rosselli Mutina infatti rischiano seriamente, diciamo così, di aggiungersi quella in Eccellenza della Cittadella e del Saliceta in Seconda Categoria, in vetta da sole alla classifica con due punti sulla seconda. Per la Cittadella in particolare il colpaccio di l’altro ieri sul difficile campo del Crevalcore sembrerebbe aver già deciso tutto: domenica infatti attende sul proprio campo un Real Modena già retrocesso e che sta concludendo il torneo per onor di firma (cinque sconfitte nelle ultime cinque con 22 reti subite…). Mister Roberto Cantaroni però non vuole saperne di certi discorsi.
«Sarà per noi la partita peggiore di tutte perché i suoi 90’ varranno otto mesi di lavoro. Va affrontata e soprattutto preparata con attenzione e scrupolo massimi; io non a caso domenica scorsa ho mandato uno dei nostri a seguire il Real Modena come ho sempre fatto con qualsiasi avversaria. Guai a sentirsi già a posto. Il 2-1 di Crevalcore è stata comunque una reazione davvero importante al momento di difficoltà da cui venivamo, frutto essenzialmente di un calo mentale. Siamo stati là in alto fin dalla prima giornata, e l’abbiamo pagato a livello di tensione nervosa».
Pure per il Saliceta, rientrato da due stagioni in Terza dopo un momento di stop, l’altro ieri c’è stata la svolta, col sorpasso ai danni della Fossolese caduta inaspettatamente a Gaggio. Domenica, se passerà sul campo della tranquilla Cortilese sarà festa.
«A questo punto – parla il presidente Giovanni Capone – questo campionato lo possiamo voler perdere solo noi. Sapevamo dall’inizio di aver allestito una squadra in grado di salire in una Seconda che è il minimo che si merita un impianto come il nostro, ma c’è voluto tempo perché si amalgamasse visto che rispetto all’anno prima c’erano stati aggiustamenti. Una volta cementato anche il gruppo con cene e pizzate, mente le altre calavano noi siamo cresciuti».
Giacomo Molteni
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