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Bentornata in finale, Modena!

Bentornata in finale, Modena!

Parmareggio passa a Frosinone battendo Latina anche in gara 2: da domenica si giocherà lo scudetto

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Una volta c’erano loro, Roman, Lloy, Giangio, Bazooka. E ancora Gardo, Vigor e Damiano: loro, autoproclamatisi sul campo “eroi di Modena”, anzi di Casa Modena. Loro regalarono nell’ormai lontanissimo anno di grazia 2002 a questa incredibile città del volley l’ultimo dei suoi 11 scudetti.

Oggi, 12 anni e tante delusioni dopo, gli eroi hanno volti e nomi diversi, si chiamano Bruno, Nemanja, Earvin, Luca, Pieter, Matteo e Salvatore: sono loro, con la partecipazione straordinaria di Uros, Andrea, Fabio, Alberto e Dante a riscrivere la storia. E che storia!

Loro sono forse figli di un’altra generazione, quindi diversi, ma in comune con quei mostri sacri hanno una caratteristica importante, che fa sempre la differenza quando conta: sono una «S»quadra vera.

Una squadra forte, formidabile, senza limiti, capace di regalare alla gente quella meravigliosa, impagabile sensazione che non provavamo da tempo: Modena è di nuovo e, soprattutto finalmente, in finale scudetto.

È passata un’eternità da quell’ultima volta, la vita è cambiata. Modena pure, ma c’è anche chi c’era allora e c’è anche oggi: Angelo Lorenzetti, ad esempio, stessa panchina, stesso scudetto da conquistare nel destino, o Dante Boninfante. Sì, anche lui c’era, dall’altra parte della rete, perché 12 anni fa era il regista di quella Yahoo Ferrara che schierava gente come Giba, Gustavo e Cuminetti, ultimo ostacolo saltato dalla Modena di Vandelli prima di volare nella finale poi vinta contro Treviso. Latina non è certo come quella Ferrara, ma quanto a tenacia, caparbietà le è almeno pari. Come quella Ferrara ha eliminato Macerata, ad esempio, e in campo non molla davvero una palla. Lo ha dimostrato al PalaPanini appena sabato scorso, concede il bis in casa, in gara 2.

CARTE IN TAVOLA

Modena ci mette poco, però, a prendere le misure e a chiarire il concetto: a Frosinone è venuta per chiudere la serie, senza pericolose e fastidiosissime appendici legate a una evenuale bella il 1º maggio. Starovic attacca fuori ed è 4-2, primo break, che diventa +3 quando Vettori, “presentissimo” piazza le mani su un attacco di Skrimov: muro spaventoso, 5-2. +3. Sarà un caso ma al servizio c’è N’Gapeth. Il vantaggio è di quelli che ti danno il sorriso e consentono a Bruninho di fare quello che vuole. Il set scorre via placido, con una bella Modena e una Latina che vorrebbe, ma più di tanto non può: arriva anche a -2 (7-9, 9-11), poi si inchina, nonostante Rauwerdink per Skrimov. Il bulgaro rientra giusto in tempo (20-24) per sbagliare il servizio che manda Modena sull’1-0 (25-20).

FUORI TUTTO

Si ricomincia e la sensazione è quella che Blengini abbia ordinato il “fuori tutto quello che rimane”.

È un’altra Latina quella che gioca punto a punto nella frazione numero 2: non che Modena si distragga, sono gli avversari a fare partita pari fino a 11 e a regalarsi anche un momento di gloria con il +2 (13-11) firmato da Urnaut. Qui cominciano i meriti Parmareggio: in casi estremi a cosa si fa ricorso? Alla sana, cara, vecchia battuta: ace di Petric per pareggiare a 15, bomba di un N’Gapeth incontenibile, colpo di grazia ancora del serbo: il +2 ora è per Modena, con Manià che si infortuna a un ginocchio, ma resta in campo.

Troppo per una Latina che di colpo spegne la luce schiantandosi contro il muro di Matteo Piano (23-19 e 24-19) che mette anche a terra la palla del 25-19 che vale il 2-0.

BRIVIDO FINALE

Modena vive cinque minuti del terzo set da finale olimpica: perfetta fino al 5-1, meravigliosa fino al 12-6, pazzesca fino al 20-13. Poi, per un attimo torna sulla terra, stacca il piede dall’acceleratore, consente a una Latina che già stava pensando al lancio dell’asciugamano in segno di resa di rialzare la testa. Errori in attacco e un paio di murate subite confezionano il break di 5-0 per i padroni di casa (18-20) che arrivano a -1 sul 22-23. Starovic pesta la riga della zona di battuta, questione di millimetri davvero, N’Gapeth trasforma il primo match ball: 25-22, 3-0.

Fabio Rossi

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