La gioia illumina la città: lacrime e caroselli in una notte da campioni
Al fischio finale esplode l’esultanza allo stadio e in tutta Carpi Tifosi e intere famiglie in piazza Martiri sotto il palco di Radio Bruno
Il Carpi entra nella storia conquistando una fetta di immortalità nel cuore di tutti i cittadini che ieri sera hanno gioiosamente invaso il Cabassi, quando l’arbitro ha fischiato la fine di Carpi – Bari, match decisivo per l’ingresso in serie A. Erano lacrime di gioia quelle versate dai tanti, tantissimi, tifosi ma anche appassionati degli ultimi mesi che sono entrati allo stadio al termine della partita per brindare con la squadra, abbracciarsi, congratularsi, gridare di esultanza e posare per foto ricordo di una serata di cui si racconterà per molto tempo. La fibrillazione ha raggiunto vette incredibili già durante l’aperitivo pre partita al bar Madera di via Garagnani, tradizionale ritrovo dei tifosi biancorossi che ieri sera sentivano come un lieto presagio che sarebbe arrivata la serie A, e al bar Stadio nel corso del match. Anche Fabio Concas, squalificato per doping, ha voluto brindare alla squadra e assistere al match che ha definitivamente sancito la promozione per poi festeggiare dalla panchina. Ed anche Emanuele Suagher, infortunato, era presente, “armato” di stampelle perché per il segreto di questo risultato strepitoso è avere lottato tutti insieme, uniti, partita dopo partita. E anche durante Carpi-Bari è battuto all’unisono un unico, vecchio grande cuore biancorosso che ha tamburellato dai distinti fino alle tribune e in campo. Incantevole e d’effetto la coreografia con i palloncini bianchi e non è mancata nemmeno la solidarietà quando dai distinti si è innalzato uno striscione in ricordo del tremendo terremoto del Nepal, prima che venisse distesa una gigantesca bandiera bianca con la scritta A immancabilmente rossa. E non è servito molto perché i pianti di commozione dentro lo stadio si trasformassero in caroselli per le vie della città. Clacson, trombette, vuvuzelas, cappellini dalle fogge più stravaganti, tifosi che dal bar Stadio hanno intonato “Ora e per sempre avanti Carp”, fino a un Torrione degli Spagnoli illuminato a festa da allegre proiezioni video e musica che dal palco si espandeva in tutto il centro, ieri notte più che mai cuore pulsante della città: tante famiglie hanno popolato piazza Martiri e il palco gestito da Radio Bruno, Comune e Cefac. La pioggia di inizio serata non ha certo raffreddato gli animi di quella città che tramite il calcio ha saputo trovare una nuova identità.
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