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«Un ultimo miracolo: giochiamo la A al Cabassi»

«Un ultimo miracolo: giochiamo la A al Cabassi»

Lo striscione esposto allo stadio. Poi due cortei di ultras verso il municipio. «Alla faccia di Lotito»

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«Il Carpi solo a Carpi. Alla faccia di Lotito». Parte di queste frasi campeggiava su uno striscione che faceva bella mostra di sé ieri sera al Cabassi, così come in altre partite decisive per i biancorossi e lo slogan è stato ribadito a gran voce ieri sera da due cortei, formati da ultras e da tifosi, che hanno imboccato percorsi diverse per le strade del centro, ma si sono ritrovati davanti al Municipio per richiedere una cosa comune: che il Carpi rimanga a giocare in quella piccola “bomboniera” fatta di lamiere che è il Cabassi. Uno stadio vissuto come un gioiellino da parte dei tifosi biancorossi che non vogliono abbandonarlo a favore di altre città, come Modena. Un concetto che viene ribadito anche da tanti operatori economici che ieri sera, dopo la partita, si sono riversati in centro per sostenere che il Carpi debba rimanere a Carpi per non disperdere i tanti benefici per la crescita dell’indotto economico che la permanenza della squadra casalinga potrebbe creare. “Grazie società, un ultimo miracolo, giochiamolo qua”: parole, queste, scritte su uno striscione dentro allo stadio, riferite, certo all’ultima partita prima di potere gridare con tutto il cuore serie A, ma che costituisce un’allusione non tanto velata alle decisioni che dovranno essere prese. E chi sventolava i cartoncini biancorossi e indossava la maglietta con la scritta “L’Abbiamo fattA grossA”, o ancora, chi ieri sera esibiva fiero la sciarpa con il nome e la data di costituzione del club, aveva proprio questo pensiero in mente. «Il Carpi deve rimanere a Carpi» dicevano i tifosi, dai bimbi piccoli agli storici ultras passando dai ragazzini cresciuti nel mito di Letizia, Mbakogu e compagni. (s.a.)

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