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Quiroga: «N’Gapeth? Sono contento che giochi con il 9»

Quiroga: «N’Gapeth? Sono contento che giochi con il 9»

«Ho affrontato il padre, Eric, era bravo, ma lui ha davvero qualcosa in più: talento, genio e un braccio come pochi altri»

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«Se qualcuno mi chiama, prendo l’aereo e vengo a portare il mio 9 a N’Gapeth anche domani».

Raul Quiroga, 53 anni compiuti lo scorso 26 genanio, bombardiere della Panini, ha solo parole di elogio per chi ne ha ereditato il numero.

«Ho giocato contro il padre di N’Gapeth, Eric, persona serissima, simpatica, e ho anche avuto modo di conoscerlo. Lui era un ottimo giocatore, attaccante di grandi qualità. Devo dire che il figlio sta facendo anche meglio di lui, cosa non facile».

«Non ho seguito tutte le partite di Modena quest’anno, ma quelle più importanti sono riuscite a vederle ed Earvin mi ha impressionato. L’ho visto anche giocare con la Francia tempo fa, lui è uno che sa fare tutto. Quello che colpisce è la facilità con cui lui rende facili le cose anche più difficili, qualità tipica questa dei campioni. Quando gioca al massimo N’Gapeth fa davvero la differenza anche se il tipo di gioco ora è molto cambiato ed è più facile, visti i palloni spinti in banda, trovarsi con meno muro di quello che avevamo noi. Lui comunque ha intelligenza nel gioco, lo si capisce subito, e quando ne ha bisogno ha un gran braccio, davvero come pochi in circolazione».

Il 4 e il 9 sta diventando la costante delle grandi squadre di Modena.

«Sembra quasi un caso del destino, ma dopo me e Franco Bertoli (a cui faccio gli auguri) sapere che ora il 4 e il 9 sono sulle spalle di Petric e N’Gapeth è una buona notizia per i tifosi di Modena. A proposito come sta vivendo la città il ritorno in una finale scudetto, si sta bene vero con quella sensazione, vero?».

«Credo di immaginarlo. Saranno anche passati molti anni, ma Modena è la pallavolo, quindi , il PalaPanini sarà bello pieno come un tempo con tutta quella gente che spingerà la squadra. Peccato solo che non ci siano le foto che erano nei corridoi... bellissisme, speriamo le rimettano».

Tra “essere in finale” e “ vincerla” c’è comunque ancora una bella differenza.

«Sì, ok, ma questi ragazzi sono più forti di tutti, la squadra è più forte, si vede subito. Il merito è allora anche dell’allenatore. Non conosco Lorenzetti, ma per lui parlano i risultati: ha vinto la Coppa Italia, è arrivato in alto nella regular season ed ora anche in finale scudetto. Non basta avere i fuoriclasse, bisogna saperli gestire e lui ci è riuscito».

Pronostico per la finalissima?

«60% a Modena se gioca con Trento, 70% se invece avrà di fronte Perugia».

Fabio Rossi

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