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Colombini: «Londra esperienza unica»

di Filippo Franchini
Colombini: «Londra esperienza unica»

Il runner: «Mai vista tanta gente in nessun’altra maratona» Anche Stefano Fioresi al traguardo di St. James Park

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Correre la maratona a Londra è una sfida impegnativa ed altrettanto suggestiva. A rendere ancora più indimenticabile l’impresa, non bastasse la folla oceanica che ogni anno si raduna all’ombra del Big Ben, si aggiunge la difficoltà di prendervi parte per gli stranieri, visto l’esiguo numero di pettorali che gli organizzatori riservano ai runners che non rientrano fra i sudditi di Sua Maestà. Ebbene quest’anno, la Virgin Money London Marathon, una delle 6 maratone più importanti al mondo, è stata terreno di conquista anche per Modena. Il baffo bianco è il marchio di fabbrica. Elemento distintivo di Roberto Colombini, podista della Polivalente Castelnuovo Rangone, che ha corso domenica scorsa la sua prima Maratona di Londra. «E’ stata un’esperienza fantastica – confida all’indomani dell’impresa il runner classe 1950 – tanta gente come a Londra non l’avevo mai vista in nessun’altra maratona al mondo. Mi ha colpito la partecipazione spontanea dei londinesi, che colora l’evento con le tinte della festa. Non c’è un solo metro di gara senza pubblico ad incitarti».

Un amore per la corsa a piedi, quello di Roberto, tutto sommato recente. «Ho iniziato a correre a 50 anni – continua, ripercorrendo le tappe dei suoi inizi – sentivo l’esigenza di un po’ di sport e tutto ha avuto inizio con la CorriModena. Da lì, non ho più mancato una domenica mattina». Il suo percorso di avvicinamento alla 42 km è stato graduale, culminato con la prima partecipazione a New York nel 2008. «Avrebbe dovuto essere la mia prima ed ultima maratona – ammette con un sorriso Colombini – ma non sono stato di parola. Ad oggi ho finito per correrne 15 in totale ed i prossimi obiettivi sono Chicago e Tokyo, che mi consentirebbero di chiudere il circuito delle 6 Majors. Ero in lista d’attesa per un pettorale a Londra nel 2016, sapevo che per il 2015 i posti scarseggiavano; poi una defezione dell’ultima ora mi ha rimesso in gioco. Ci siamo organizzati in un batter d’occhio con mia moglie e non ci siamo fatti sfuggire l’occasione. Londra è sempre una città splendida, anche per un castelnovese come me, abituato a muoversi in bicicletta». La soddisfazione di alzare le braccia in St. James Park, di fronte a Buckingham Palace, ripaga di un percorso mozzafiato per bellezza, ma altrettanto impegnativo atleticamente. «Non ho mai avuto il pensiero fisso sul cronometro – conclude l’atleta castelnovese – era l’ultimo dei miei pensieri. Tuttavia, il 3h50’59” con cui ho chiuso la mia gara mi ha reso molto contento. Credo di aver onorato a dovere la maratona».

Un’altra storia a tinte gialloblù ha accompagnato quella di Roberto Colombini nella London Marathon 2015. E’ quella di Stefano Fioresi, artista-podista del Gruppo Interforze di Modena, che ha chiuso la sua 42 chilometri con l’ottimo tempo di 2h55’17”. Una degna rappresentanza modenese sul suolo inglese.

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