Rossini: «Importante ma non decisiva Puntiamo a gara 5»
Il libero: «Il ko nella prima sfida è ormai acqua passata Siamo stati sfortunati, non l’abbiamo vinta per 2 millimetri»
Salvatore Rossini, come tanti dei suoi compagni, è alla prima esperienza in una finale scudetto. Una serie di partite che non si possono immaginare o preparare, ma che si debbono vivere in prima persona per riuscire a gestire la tensione di questi cruciali momenti. Modena ha gettato al vento una ghiotta occasione, ovvero quella di violare il PalaTrento in gara 1. A condannare Parmareggio sono stati i tanti errori commessi da Rossini e soci nell'arco del'incontro, insieme a quell'attacco di Lanza nel quarto set sul match point modenese che ha scatenato diverse polemiche, anche se le immagini televisive hanno confermato che Petric ha effettivamente sfiorato il pallone.
«Gara 1 al PalaTrento è stata una vera e propria battaglia – spiega Salvatore Rossini - e noi ci stiamo preparando per affrontarne una nuova. La prima sfida è stata anche sfortunata perché per 2 millimetri non abbiamo vinto, ovviamente mi riferisco a quel tocco o non tocco a muro di Petric. Ma è acqua passata, anche perché adesso arriva gara 2 che sarà sicuramente molto importante, ma non sarà decisiva. Noi aspiriamo ad arrivare a gara 5»
Rossini, poi, ammette come Trento sia una squadra più abituata a gestire i momenti caldi di una finale playoff, esperienza maturata anche nel corso di questa stagione.
«Loro sono sempre riusciti a sfruttare i nostri errori, come dimostrano i due set che abbiamo perso ai vantaggi. Noi, nelle sfide contro Trento, abbiamo sempre vinto i parziali nettamente, mentre loro riescono sempre a spuntarla sul filo di lana. Vogliamo cambiare questa tendenza e stiamo lavorando per questo. La Diatec durante questa stagione ha avuto un percorso diverso rispetto al nostro, loro hanno rimontato tante partite e, quindi, sono più abituati e allenati nel soffrire. Noi no, perché abbiamo avuto un percorso più netto. Dobbiamo allenare questa costanza nel giocarci i punti decisivi».
L'innesto di Djuric ad inizio playoff è stato decisivo in casa Trento, visto che il giocatore greco ha indirizzato con le sue ottime prestazioni gara 3 di semifinale e gara 1 di finale. Ma a sorprendere tutti è stato Simone Giannelli, palleggiatore classe 96.
«Djuric non lo scopriamo certo noi, è un giocatore che ha giocato più finali nella sua carriera che tutta la nostra rosa messa assieme. Giannelli, invece, ha dato nuova linfa mentale alla squadra, ma è stato bravo Stoytchev a gettarlo nella mischia, uno Stoytchev che conosce bene l'ambiente della finale scudetto. Il tecnico trentino sarà squalificato, ma conoscendolo credo che si metterà in contatto con la squadra durante la partita. Credo, però, che sia una cosa relativa, è molto più importante la nostra presenza. Passa tanto della nostra crescita di squadra per questa finale».
Chiusura sul tutto esaurito del PalaPanini in vista della gara di questa sera.
«Siamo contentissimi per il sold out, anche se io non avevo dubbi. Il pubblico di Modena c'è stato vicino per tutta la stagione».
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