Lorenzetti: «Bravi e anche più fortunati che in gara 1»
Il tecnico: «Questo è un gruppo particolare, che si vuole bene, in cui in tanti si chiamano “fratello”. E allora i fratelli vanno aiutati nel momento del bisogno»
Gara 2 è appena andata in archivio, il Pala Panini ancora trema di emozione. Angelo Lorenzetti ha il volto tirato ma soddisfazione nelle sue parole: «Noi avevamo l’obiettivo di tornare qui per rivivere questo spettacolo, cosa che con questa Trento non è scontata, vista la loro maggiore esperienza. Oggi siamo riusciti a spuntarla nel finale di qualche set, siamo stati bravi e anche un po’ più fortunati che in gara 1». Gara 1 che rischiava di lasciare il segno nella testa dei giocatori: «Con Trento abbiamo vinto solo in Coppa, se sono arrivati primi qualcosa in più hanno. Si dice che l’abbiamo regalata: nello sport non si regala niente: Trento l’ha vinta, noi l’abbiamo persa, ma non l’abbiamo regalata. Oggi è stata una partita meno bella. Abbiamo faticato molto in battuta, Vettori è stato tosto, anche perché dal terzo set di Trento la palla con Vettori è tornata un po’ “farlocca”, ma si sa che qualche sicurezza in queste serie si può perdere. Secondo me non siamo stati troppo tosti oggi, come non abbiamo regalato la partita a Trento. E’ una finale da vivere punto a punto. E’ dall’inizio della serie che chiedo ai ragazzi umiltà, e probabilmente a Trento non siamo stati umilissimi, mentre oggi i ragazzi hanno dimostrato lo spirito. Questo è un gruppo particolare, che si vuole bene, in cui in tanti si chiamano “fratello”. E allora i fratelli vanno aiutati nel momento del bisogno, cosa che non avevamo fatto bene a Trento. Ma sono ragazzi giovani, e queste esperienze le impari solo vivendole in campo».
Ora testa a gara 3, all’insolito orario di mezzogiorno: «Non sono contentissimo per la pallavolo per come si è arrivati a questa scelta, ma sono incidenti che possono capitare. A mezzogiorno non ho mai giocato, è un’esperienza nuova e io sono curioso».
La chiusura su Casadei, gettato in campo in battuta sul 25-24, servizio indovinato dopo tanti errori e da cui è scaturito il punto decisivo di Petric: «Da sfidanti bisogna rischiare, ho rischiato, e io sono più che felice per lui perché con un solo punto e un abbraccio ci siamo detti più di tante parole».
Davide Ferrari)
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