Parmareggio, che cuore Trento ko: si ricomincia
In un PalaPanini straordinario i gialloblù pareggiano la serie tricolore
Modena batte Trento: 1-1, tutto da rifare. Si ricomincia da zero. Scudetto in palio in una mini-serie al meglio delle tre partite, la prima delle quali domenica a Trento alle 12, orario inconcepibile ed inaccettabile per un simile evento. Poco importa, visto che sarà un’indecenza per tutti, squadre e pubblico: quello che conta è che Modena rompe gli indugi e spiega a Trento chi è la vera, grande favorita della finale. Se poi il PalaPanini si trasforma in qualcosa di assolutamente magico, popolato da 5028 e più anime indemoniate trascinate da un Antoine senza età, ecco spiegato perché nella sua serata più difficile e forse meno spettacolare Parmareggio giri una partita che può valere lo scudetto. Merito del carattere e del cuore dei suoi uomini, merito di un glaciale Vettori che vince da solo il terzo set, demerito di Trento che ha avuto tante opportunità nel secondo e nel terzo parziale senza sfruttarle.
La partita. Fa tutto Modena, all’inizio: punti e battute sbagliate, ben 3 nei primi 4 turni di servizio. Fa caldo, troppo all’interno del PalaPanini, l’aria condizionata è spenta, il pallone diventa difficile da gestire per tutti, anche per Bruninho. Modena va + 3 (11-8), poi Solé sale in cattedra e pareggia a 11. Trento fa male a muro e raggiunge il massimo vantaggio: 17-13 prima, 21-15 poi per chiudere 25-19 quando Verhees sbaglia l’ottava battuta di squadra che si aggiunge ai sei attacchi out, un’enormità.
Secondo set: porte e finestre aperte per far scendere la temperatura all’interno del “Palazzo”. Modena sfrutta N’Gapeth per comandare sul 3-1, Kaziyski pareggia a 4. Partita nervosa che non decolla ancora sul piano spettacolare: buon per Modena che il punteggio resti in equilibrio assoluto, poi Bruninho mura Kaziyski ed è sorpasso. Ace di Vettori e i 5000 rivedono la luce: 10-8. Super difesa di Rossini e Petric trasforma nel +3. Bruninho vuole N’Gapeth e appena può gli dà palla: 15-11 con un colpo di genio del francese.
È un set in cui Modena sbaglia meno in attacco, mentre a Trento manca qualcosa per cercare il colpo del 2-0. Parmareggio comanda perché ha più coraggio e Vettori lo dimostra con un ace terrificante su Lanza: 21-17. Una ricezione sbagliata di Rossini avvicina pericolosamente Trento (21-20), Petric ristabilisce il +2 (22-20).
Set fondamentale: grazie a Djuric, che sbaglia servizio, Modena sale a 23, Kaziyski accorcia: 22-23. C’è lo spazio per Trento di giocare il contrattacco del 24-24, ma Giannelli entrato per Zygadlo, sceglie il peggiore dei suoi, cioè Lanza, che si becca una stampatona da Verhees: 25-23, 1-1. Modena rinasce a nuova vita.
Terzo parziale. Ti aspetti Parmareggio rivitalizzata, ma non è così perché Trento fa la voce grossa, conquista un break, lo perde, raggiunta a 9, se lo riconquista con una difesa incredibile che porta al nuovo + 2 (11-9) e poi al 12-9. Vettori in battuta e Piano a muro cancellano tutto in un set che pesa come un macigno sull’intera finale. Vantaggio Modena con N’Gapeth (17-16), ace di Laziyski (18-17). Dentro di nuovo Giannelli per Zygadlo. Lanza ha ancora la palla che conta, quella del 21-19, ma è l’ombra di se stesso e la sparacchia lunga. Va in battuta Vettori e fa la differenza spaccando il set: ace, 21-20. Time out Trento, l’opposto torna in battuta, piazza un altro ace (22-20) e il mezzo punto trasformato nel 24-20 da Petric. Lanza, spedisce in rete il servizio del 25-21 Modena: 2-1.
Quarto set con Giannelli per Zygadlo. Battaglia a metà del set L’importante è rimanere davanti e Modena ci riesce grazie a una prodezza di Petric (23-22). N’Gapeth inventa l’ace del 24-22 su Kaziyski, poi sbaglia battuta sul primo match ball e spara out la pipe del 24-24. Petric sdonda il muro 25-24, terzo match ball. Entra Casadei, Giannelli sbaglia l’alzata, Petric non perdona: 26-24, 3-1.
Fabio Rossi
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