Terraquilia, addio al sogno scudetto
Pallamano. Ai carpigiani non riesce il miracolo e cadono male a Noci (36-24). E in finale approda lo Junior Fasano
NOCI. La Terraquilia perde e saluta. I biancorossi della pallamano escono battuti 36-24 dalla Junior Fasano e rinunciano al sogno scudetto. La squadra di Serafini resiste fino al 18’, quando il punteggio è fermo sull’otto pari. I campioni d’Italia si scatenano e con un parziale di cinque a zero iniziano a scavare il solco. Carpigiani di nuovo vicini fino al 14-11, quando una sola rete sarebbe bastata per i supplementari, poi i pugliesi prendono il largo. Male Beharevic (due reti per l’ex di turno), non bastano i sei di Basic. Unica nota positiva il ritorno di Sperti (con un centro). I biancoazzurri potranno difendere il titolo contro la vincente della sfida tra Bolzano a Romagna. Gli imolesi sabato dovranno rimontare il 22-26 subito a Castenaso per eliminare i vincitori della Coppa Italia. La gara di ieri è l’ultima tappa di un percorso fatto di alti e bassi. I biancorossi hanno raggiunto vette mai toccate in quarant’anni di storia, scivolando tuttavia su qualche collinetta di troppo. Il 13 settembre era giunto il primo trofeo in bacheca: la Supercoppa Italiana, vinta a spese dei pugliesi. Il 22 novembre ecco il debutto europeo in Challenge Cup. Biancorossi subito eliminati per mano del Polva Serviti. Sconfitti 36-24 in Estonia, a Malavasi e compagni non è bastato il 29-21 di Rubiera per passare il turno. Un dato che evidenzia due elementi. Il primo riguarda il regolamento: la pallamano avrebbe forse bisogno di prendere esempio da discipline (come volley o hockey), in cui vince la serie chi conquista una gara in più dell’avversario, senza fare un semplice bilancio tra reti fatte e subite. Il secondo è relativo al rettangolo di gioco. La gara s’è giocata al Pala Bursi. Come la scorsa semifinale, come l’andata di quest’anno. Il Vallauri non è a norma per l’Europa e non va bene per le tv, mentre il Cibeno non andrà bene. Ecco perché la squadra dovrà probabilmente lasciare la sede storica per evitare “sdoppiamenti”, con Cavezzo da tempo in pole position. Anche quest’anno la Terraquilia aveva investito sul mercato. Tra i “colpi” giocatori esperti come Carrara, Rui, lo stesso Beharevic, e giovani promesse come Vaccaro, 25enne già in Nazionale. L’infortunio di Sperti (altro azzurro) ha tolto qualità, il resto lo hanno fatto sconfitte come lo scivolone interno con Ferrara. Un ko che ha innescato una reazione a catena: secondo posto in regular season, -3 dal Romagna nella poule playoff e spareggi. Ora la stagione è conclusa.
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