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Vettori: «Che emozione»

di Marco Costanzini
Vettori: «Che emozione»

«La serie di battute? Non paragonabile a quella di Dennis»

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Le sue battute sono state un fattore decisivo nel match, in particolare in quel finale del terzo set che ha cambiato volto a gara 2 della finalissima scudetto, e non è un caso che a fine gara proprio a lui sia stato assegnato il premo di “mvp”: Luca Vettori si è rivelato preziosissimo, pur venendo chiamato in causa in attacco molto meno rispetto ai due compagni che giocano in banda, i mostruosi Petric e N’Gapeth.

Senza lasciarsi andare all’esaltazione, ma con il suo solito stile pacato e razionale, l’opposto parmense ha mostrato tutta la propria gioia per essere riusciti a riportare in parità la serie: «Siamo partiti un po’ contratti, il primo set è stato strano, poi siamo riusciti a sbloccarci e a giocare come volevamo. La magia e la bellezza di questo palazzo stracolmo di gente ci ha accompagnato, la gioia più bella è aver ripagato i nostri tifosi con una vittoria, allungando la serie e tenendo vivo un sogno. Una parola Cosa penso di questo pubblico? Tanta, tantissima roba! Un autentico spettacolo».

Con un sorriso, poi, Vettori ha risposto a chi gli ha ricordato la serie di battute vincenti di Angel Dennis, sempre contro Trento, in gara-2 delle semifinali 2010/11, e le ha paragonate alle sue almeno quanto ad importanza: «Sì, le ricordo e ho visto il video diverse volte, ma non oserei mai paragonarle a questa mia serie di battute! Però fa piacere che siano entrate, perché hanno inciso tanto nel dare fiducia a me e alla squadra». Domenica si torna così a Trento, nell’insolito e forzato orario delle 12. Con quale obiettivo lo ha spiegato alla perfezione, condendolo con un po’ di ovvia ironia, Matteo Piano: «Andremo a combattere su ogni palla, consapevoli che non sarà facile ma che possiamo farcela».

Anche il centrale astigiano, alla sua prima e vera finale scudetto, non poteva non rimanere impressionato dallo spettacolo offerto dal PalaPanini: «La frase più vera l’ha detta il mio grande amico e compagno, Totò Rossini. Questa gara è una di quelle che, quando arrivi a Modena, vorresti giocare nella tua vita e io sono contento di aver potuto coronare questo sogno. Sappiamo di aver spaventato un po’ il PalaPanini all’inizio, ma poi ci siamo fatti valere, lo abbiamo tranquillizzato».

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