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Terraquilia eliminata Serafini: «Colpa mia, sono amareggiato»

di Gabriele Farina
Terraquilia eliminata Serafini: «Colpa mia, sono amareggiato»

Pallamano. Il tecnico dopo il fatale tracollo contro Fasano «La nostra peggior gara della stagione in fase difensiva»

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«La difesa non ha funzionato, mi assumo le responsabilità». Dopo l’eliminazione dalla corsa scudetto, Davide Serafini non ha certezze sul futuro alla guida della Terraquilia. «Qualunque cosa succeda, Carpi resterà nei miei ricordi», spiega l'allenatore. «C’è grande amarezza perché ci credevamo - riconosce Serafini dopo il 36-24 in Puglia - e non mi aspettavo la peggior partita nella fase difensiva della stagione. Era il nostro punto di forza. A Noci non è andata così: devo assolutamente prenderne atto, c’è molto rammarico». Per i biancorossi è un “dejà vu” dopo l’eliminazione dello scorso anno, sempre in semifinale contro i pugliesi. «È stata una partita molto simile. Siamo rimasti in gara fino al 20’. Mi sarei aspettato un secondo tempo più gagliardo, come a Rubiera (24-22 per Carpi in rimonta). Rimane un grosso rammarico in una stagione di alti e bassi. Eravamo piuttosto in palla. Mi assumo la responsabilità del risultato finale, abbiamo messo tutti il massimo impegno». Uno sguardo all’attacco. «Beharevic tornava nella sua ex casa, emotivamente era complicato. Non possiamo pensare di dipendere da lui con il nostro organico. Abbiamo fatto 24 reti come a Rubiera, la mancanza grossa è stata in tutta la difesa. Sperti ha avuto un anno difficile, con un infortunio e una riabilitazione faticosa. Sono le sue partite, volevo fargli sentire il campo in vista di un’eventuale finale. Rivederlo è positivo per la pallamano italiana». Infine, un commento sul futuro. «Sento la fiducia della società, a giorni ci siederemo e valuteremo in modo molto sereno. Tutte le strade sono aperte, per me e loro. Nelle ultime due stagioni si poteva fare qualcosina in più, ma il trend è positivo. Abbiamo vinto il primo titolo della nostra storia. Vedremo se e in che modo continuare il rapporto di collaborazione. Carpi è una società seria che ha fatto meglio dell’anno precedente, ora fare meglio vuol dire solo vincere. Spero che questi anni di lavoro mi portino esperienza. Ho 38 anni, alleno da sei, per due ho allenato e giocato. Non posso che ringraziare la società. La Pallamano Carpi farà sentire il suo nome, magari con Serafini in panchina e magari no. Sono un romantico: qualunque cosa succeda, Carpi resterà nei miei ricordi e nel mio bagaglio».

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