Ristrutturazione del Cabassi, c’è un nuovo passo avanti
Nuovo passo avanti del Comune per la ristrutturazione dello stadio Cabassi. Nei giorni scorsi, infatti, l'Amministrazione avrebbe proposto alla società non solo il diritto di superficie trentennale,...
Nuovo passo avanti del Comune per la ristrutturazione dello stadio Cabassi. Nei giorni scorsi, infatti, l'Amministrazione avrebbe proposto alla società non solo il diritto di superficie trentennale, ma anche un cospicuo aumento della convenzione per la gestione delle varie strutture che attualmente fanno capo al Carpi fc 1909, amalgamando di fatto l'ultima proposta con quella primigenia. Si ragionerebbe su cifre quasi doppie rispetto a quelle attuali (89 mila euro), giustificate proprio dagli interventi di ristrutturazione necessari per rendere lo stadio agibile per la Serie A. Servirà a smuovere lo stallo di cui ha parlato anche il patron Stefano Bonacini? Stando alle sue ultime dichiarazione, potrebbe non essere sufficiente, visto che il nodo centrale rimangono le garanzie e, in subordine, il debito di lungo periodo che si accollerebbe la società: "Sia personalmente, sia a livello societario - aveva detto Bonacini - non possiamo impegnarci con cifre di questo tipo. Anche se il Credito Sportivo accettasse come garanzia il diritto di superficie sullo stadio Cabassi, il debito rimarrebbe comunque del Carpi. Sia la proprietà attuale che chiunque comprasse la società si troverebbe sulle spalle un mutuo di 7-8 milioni per fare 10 mila posti. E' giusto che prima di fare un passo del genere capiamo come ci assestiamo a livello societario". Sull'intera operazione, poi, rimangono diversi punti interrogativi. Quello principale riguarda il progetto, di cui tutti parlano ma nessuno ha visto anche perché non uno degli attori coinvolti ha pensato di renderlo pubblico. Un 'secretamento' che lascia campo libero alle indiscrezioni, alcune delle quali parlano di un semplice preliminare, piuttosto che di un progetto vero e proprio. Se così fosse, la stima del costo verrà ricalibrata. E due-tre milioni in più potrebbero fare la differenza. Infine, c'è l'ulteriore proposta messa in campo da Giuntoli, ora in altre faccende affaccendato: una "Società di progetto" che si assuma il rischio dell'operazione, sgombrando il campo dal problema delle garanzie. Una via impervia, perché servono terzi disposti a rischiare. Ma più il tempo passa, più la soluzione carpigiana si allontana perché costringerebbe comunque la società a emigrare per l'intero periodo dei lavori. E pure quelli sono soldi, che la proprietà dovrebbe accollarsi per intero. E più il Cabassi si allontana, più si avvicina il trasloco a Modena o Parma.
Fabio Garagnani
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