Gazzetta di Modena

Sport

Acerbi ritrova il Milan «Gara come le altre, rinato col Sassuolo»

Acerbi ritrova il Milan «Gara come le altre, rinato col Sassuolo»

L’ex difensore rossonero ha presentato il suo libro a Milano «In maglia neroverde ho trovato la mia dimensione ideale»

2 MINUTI DI LETTURA





La presentazione a Milano di “Tutto bene”, il libro scritto da Francesco Acerbi per raccontare la sua doppia vittoria sul tumore, è stata l’occasione per parlare con il difensore 27enne del Sassuolo anche della sfida di domenica tra i neroverdi e il Milan. Una gara per lui molto particolare non solo per le sue origini - è nato a Vizzolo Predabissi, paese al confine tra Milano e Lodi - ma perché quella maglia rossonera sognata sin da bambino ha avuto occasione di vestirla nell’estate del 2012, con risultati opposti rispetto a quelli desiderati e il risultato di vedersela sfilare di dosso dopo una stagione. «Al Milan ho sprecato un’occasione – ha raccontato – ma quella scelta la rifarei mille volte: forse mi sono seduto, sentendo di aver raggiunto un obiettivo così grande, e non sono riuscito a giocarmi al meglio la grande opportunità che mi si era presentata davanti. A Sassuolo, però, ho ritrovato la tranquillità che mi serviva, oltre ad un allenatore come Di Francesco che mi ha voluto e che alla nostra squadra ha dato tanto, facendoci rendere al meglio e giocare un bel calcio. Nessun rimpianto, dunque, ma guardo avanti e dico che quella di domenica per me sarà una partita normale, che assieme ai miei compagni cercherò di vincere: è sempre bello battere le grandi squadre e noi, dopo aver raggiunto la salvezza, giocheremo senza pressioni, con tanta voglia di fare altri punti». Tra l’esperienza al Milan e quella a Sassuolo, nell’estate del 2013, Acerbi ha vissuto il periodo extracalcistico più duro della propria vita, quei mesi trascorsi a sconfiggere per due volte un tumore che oggi ha voluto raccontare nel suo libro, affinché chi ha bisogno di coraggio possa trovarlo anche nella sua storia. Dopo quei giorni bui, affrontati e superati con il sorriso, il difensore del Sassuolo ha vissuto la sua rinascita sportiva, ritrovando non solo la serie A e il gol ma anche la maglia della Nazionale in meno di un anno. E sul suo ritorno in azzurro ieri ha voluto svelare un aneddoto: «Prima dell’amichevole con l’Albania, il ct Conte mi ha portato con sé in uno stanzino e mi ha detto che la scelta di convocarmi non era un premio per la mia vittoria sulla malattia ma per il mio valore sul campo. Il suo abbraccio, unito ai complimenti per non aver mai mollato e per aver affrontato le difficoltà con coraggio e sorridendo, non lo dimenticherò mai». (m.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google